Si lavora un giorno di meno e si muore un giorno di più: così potremmo parafrasare il celebre slogan lanciato ai tempi da Romano Prodi al nostro ingresso nell’Euro. È del resto la sintesi più appropriata che si può trarre dagli ultimi dati INAIL, rilanciati dal Tirreno, che vedono una Toscana nella quale diminuiscono le denunce (si badi però bene: le denunce!) dei casi di infortunio, che hanno registrato un -2.5% nel gennaio-novembre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di contro però a un aumento di 7 casi di morte. E a proposito di questi ultimi, La Repubblica Firenze, La Nazione Firenze e Il Tirreno hanno dato ampiamente notizia della sentenza appena giunta dalla Corte Europea, che vede condannata l’Italia per i fatti del 3 marzo 2014, data in cui trovò la morte, per mano poliziesca, Riccardo Magherini. Il governo dovrà dunque risarcire 140.000€ a sette ricorrenti e pagare 40.000€ di spese legali, per la doppia violazione dell’art. 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e per l’assenza finanche di un’indagine indipendente, poiché furono gli stessi poliziotti autori dell’omicidio a interrogare i testimoni. Un problema di eguale importanza è stato sollevato dal Corriere Fiorentino, allorché è stata fatta notare, all’epoca, la mancanza di corsi di formazione per gli agenti nel caso in cui si trovino a dover affrontare persone in stato di alterazione psicofisica, al netto del fatto che la suddetta sentenza ha stabilito che «non c’era bisogno di immobilizzare» Magherini. Di morti meno recenti si è trovata intanto testimonianza tra le mura arnolfiane di Piazza Beccaria, dove addirittura è stato rinvenuta una piccola tomba con dentro i resti di una bambina morta 2.050 anni fa: «a giorni» la decisione sul prosieguo dei lavori, secondo La Nazione Firenze, «un’altra settimana di attesa» per La Repubblica Firenze. Nessuna vittima, invece e fortunatamente, per il rogo nello stabilimento di Ferragamo all’Osmannoro, di cui ha dato conto, in un trafiletto, La Repubblica Firenze. Rimangono oggetto di ignobili doppi standard quelle dei recenti scontri in Iran, con l’ormai onnipresente Giani a trasporre sul resto del mondo l’assioma del PD per cui «il popolo» è solo chi la pensa come loro. In un impeto di difesa quasi fanatica dei terroristi che hanno messo a ferro e fuoco il Paese massacrando giovani, donne, anziani e bambini, egli si è spinto, riporta La Nazione Firenze, a chiedere l’espulsione dell’ambasciatore iraniano dall’Italia. A proposito del PD, sarebbe curioso sapere cosa diranno gli esponenti della maggioranza in Palazzo Vecchio relativamente alla loro incapacità di garantire la sicurezza dei cittadini, ora che il presidio dei carabinieri alla stazione di Santa Maria Novella è stato rinforzato col blindato Lince del XIII Battaglione Gorizia proprio per incrementare «la vigilanza in un’area che è esposta a episodi di criminalità», ha detto il suo comandante, menzionato dal Corriere Fiorentino. Evidentemente, dunque, non è un problema di carenza di effettivi. Mancherà definitivamente, al contrario, la cupola al Parterre: lunedì diverrà infatti ufficiale la revoca dell’autorizzazione al restyling, non escludendosi tuttavia l’inizio di una battaglia legale. Questa è la strada che pare decisa a intraprendere l’Università di Firenze, la cui rettrice non è disposta a darla vinta alla giunta Funaro sull’aeroporto di Peretola e che, assieme al ricorso al TAR, rilancia chiedendo un «equo indennizzo» per i danni alla didattica stimati come causa dell’allargamento della pista, riportano La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Tale è la via che dovrebbero collettivamente intraprendere i residenti delle mille zone congestionate da cantieri, lavori e “interventi pubblici” non richiesti dal pubblico: a San Domenico ce l’hanno fatta (Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze), ma vediamo per esempio una viale Redi ancora “strozzata” dal traffico causato dai restringimenti che dovevano essere divelti a Natale ma che proseguiranno fino al 28 febbraio (La Repubblica Firenze), un Ponte al Pino in cui il traffico stradale verrà completamente bandito da venerdì 23 a lunedì 26 senza che però la partita venga rimandata e un ecocidio ancora in corso con la scusa dei nuovi lavori sulla Maratona allo stadio (La Nazione Firenze). Sua Maestà lo Studentato, tuttavia, rimane intoccabile beneficiario della massima priorità: il Corriere Fiorentino ha annunciato per martedì l’apertura di quello in via Pietrapiana, manco a dirlo «dopo anni di lavori». (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli


