Fratelli d’Italia e Lista Schmidt ribadiscono il loro impegno per l’interesse pubblico dell’area, ma evidenziano la difficoltà di programmare interventi in un contesto ancora segnato da contenziosi
Nei giorni scorsi il TAR ha respinto il ricorso del concessionario dell’ex ippodromo Le Mulina per l’annullamento del provvedimento di decadenza dell’assegnazione disposto dal Comune, un risultato che ha suscitato grandi festeggiamenti ma che nasconde una realtà più complessa e incerta.
“Tutto fa presumere che l’operatore ricorrerà contro la sentenza del TAR”, osservano i consiglieri di Fratelli d’Italia Matteo Chelli e Angela Sirello e il consigliere di Lista Schmidt Massimo Sabatini, ricordando come Pegaso abbia già ottenuto in passato l’accoglimento di richieste simili tramite la fissazione sollecita di udienze di merito.
In questo contesto, difficile pianificare interventi di valorizzazione, perché il contenzioso giudiziario ha effetti paralizzanti sulla possibilità di riqualificare l’area: proprio questa è stata la motivazione con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare dell’operatore, evidenziando il blocco protratto delle attività di riqualificazione per tutta la durata del precedente contenzioso. I consiglieri sottolineano che il loro obiettivo resta il bene comune: “Il nostro unico faro è rappresentato dall’interesse affinché l’area in questione possa rifiorire e tornare ad essere un punto di riferimento per la città e i suoi cittadini, indipendentemente da chi la gestisca. Non siamo opportunisti, dunque, come qualcuno vorrebbe far intendere, ma realisti e pragmatici. La collettività ci ha già rimesso quasi 250.000 euro e non vorremmo che il copione si ripetesse”.
