Dallo stop agli abbattimenti alla valorizzazione del verde urbano storico, Italia Nostra e altre associazioni chiedono un piano di intervento basato su sostenibilità, rispetto per l’ambiente e partecipazione pubblica
Da Italia Nostra (sezione di Firenze) riceviamo e pubblichiamo.
Dopo numerose richieste d’incontro e il rigetto della proposta di Consiglio Comunale aperto, lo scorso giovedì 29 gennaio, la Direzione Ambiente del Comune di Firenze ha ricevuto Italia Nostra e Oasi Laudato Sì alla presenza della Vicesindaca Galgani e del coordinatore Giuntoli nel Salone dei Duecento in Palazzo Vecchio per una discussione sul “Piano del Verde”, la cui recente elaborazione ha escluso finora il percorso partecipato delle associazioni ambientaliste, contrariamente a quanto disposto dalla L.R.46 del 2013, dall’art.118 c.4 della Costituzione e dall’Agenda 21 (Principio n.10 della Dichiarazione di Rio).
L’iniziativa ha coinvolto altre dodici associazioni di settore lasciando quindi a ciascuna lo spazio di soli 5 minuti per esporre le proprie considerazioni su un dossier di 251 pagine corredato da 5 allegati e 14 fascicoli di tavole esplicative. Considerato il tempo incongruo rispetto ai temi trattati, Italia Nostra e Oasi hanno colto l’occasione per la deposizione ufficiale di una proposta integrativa al Piano del Verde, fondata sui più recenti accordi internazionali tra Stati e i principi della normativa europea, nazionale e regionale. È stato così fornito un dossier corredato degli allegati contenenti i dati già presentati in audizione in Commissione relativi al deficit prodotto dal 2019 dalla recente gestione del verde urbano relativi al Bilancio arboreo 2014/2019, applicabili anche a quello della consiliatura 2019/2024; il numero di abbattimenti e nuove piantagioni di alberature per la realizzazione del braccio 3.2.1 della Tramvia; la distruzione dell’aiuola spartitraffico in Viale Redi e la sua nuova sistemazione classificata come progetto di “riqualificazione”.
Punti salienti della proposta avanzata dalle due associazioni e sottoscritta anche da Atto primo, Comitato verde Pubblico Firenze, ONDA, Referendum Salviamo Firenze, Ribella Firenze/Comitato di Campo di Marte sono: 1) Il riconoscimento dello status di esseri viventi delle piante; 2) Il riconoscimento del verde urbano come ecosistema e invariante territoriale inalienabile e non modificabile al quale tutti i nuovi interventi devono adattarsi; 3) L’azzeramento del consumo di suolo; 4) La ricostituzione del Servizio Comunale dei Giardini e Parchi urbani costituito da un organico specializzato assunto a tempo indeterminato al fine di garantire i principi base della P.A. di economia del servizio, miglioramento delle prestazioni, tracciabilità degli interventi, continuità e razionalità nella gestione del territorio; 5) Un piano di assunzione straordinario di almeno un’unità di architetto restauratore specializzato nel verde urbano storico e di un’unità operativa di giardinieri/boscaioli ogni 200 alberature ornamentali costituenti il patrimonio pubblico del verde urbano. Un obbiettivo che, dall’analisi delle risorse finanziarie pubbliche oggi impiegate in appalti a privati, risulta più sostenibile e favorevole alle politiche sociali e giovanili; 6) L’esclusiva competenza pubblica, non delegabile al privato, del servizio di gestione, manutenzione e conservazione del verde urbano, con effetto immediato di revoca di qualsiasi progetto e forma di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi a partire dalla costituzione della Fondazione del Parco delle Cascine (le multiutility e i servizi in outsourcing hanno già dimostrato la loro non economicità ed effetti di impoverimento e peggioramento del verde urbano di Firenze); 7) Il divieto assoluto delle capitozzature; 8) L’adozione delle più recenti tecniche ecosostenibili di manutenzione del verde, come la pratica del Tree climbing e della potatura a corda, e la conseguente eliminazione dell’uso di piattaforme meccaniche e motoseghe nella potatura e nella manutenzione degli alberi; 9) La sostituzione di soffiatori meccanici per la spazzatura delle foglie con aspiratori e scope manuali per ridurre l’emissione di polveri dannose alla salute; 10) La Costituzione di una Consulta del verde urbano aperta ai rappresentanti dei cittadini e delle associazioni ambientaliste per l’elaborazione di un protocollo di tutela delle alberature preesistenti e l’approvazione, in via preliminare e di avvio di procedimento, di ogni intervento di rilevanza ambientale.
È stata infine condivisa da diverse associazioni l’apprensione nei confronti della sostituzione artificiosa a calendario delle alberature per i gravi effetti di riduzione dei benefici ornamentali, ambientali, ecosistemici e soprattutto sulla salute dei cittadini, come dimostrato dalla sentenza del Tribunale di Torino del 30.5.2024 (Nrg 12333/2023), che ha confermato le pesanti ricadute sulla salute dei cittadini correlate all’aumento delle temperature determinato proprio dagli abbattimenti degli alberi. Come già in passato, Italia Nostra mette a servizio di questa Amministrazione le proprie risorse in termini di competenze e partecipazione per avviare a partire da questo momento un tavolo aperto di confronto, che apra a nuovi orizzonti di gestione condivisa del verde pubblico come bene comune
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
