Question time del cittadino, la protesta silenziosa in Consiglio Comunale

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Roberto Vedovi ci invia questa riflessione sulla manifestazione silenziosa di cittadini che si è svolta ieri pomeriggio in Consiglio Comunale in risposta alla bocciatura, la scorsa settimana (11 Marzo), della mozione presentata da FdI che chiedeva l’istituzione di un Question Time del cittadino.

L’importante è NON parlarne

Conosco appena Alberto Martini, conosco le battaglie intraprese dal suo movimento Aria Nuova Per Firenze. Alcune lo ho condivise, altre no. Probabilmente ha un modo di manifestare le proprie idee diverse dal mio, ma mi accomuna a lui il senso civico e la rabbia nel vedere la nostra città sprofondare inesorabilmente verso il baratro. Complice l’amministrazione monocolore da sempre, dove la mancanza di alternanza diviene abuso ed esercizio arbitrario del potere da una sola parte, sempre la stessa. E sono d’accordo con lui che la responsabilità è anche (o sopratutto) di tanti cittadini che Dante nel III° canto dell’inferno avrebbe sicuremente relegato nel girone degli ignavi (troppo vili e pavidi per avere una propria posizione e prendere iniziative).

Ma c’è un altro elemento con il quale dobbiamo fare i conti: ieri pomeriggio una nutrita delegazione di simpatizzanti si è recata in Palazzo Vecchio alla seduta del lunedì del Consiglio Comunale, inscenando una pacifica e civile protesta coprendosi la bocca con del nastro adesivo. Questo quale segnale di dissenso verso una amministrazione che ideologicamente ha bocciato una mozione che, discussa anche in Commissione Affari Istituzionali, chiedeva di istituire il question time del cittadino, ovvero una domanda con cadenza settimanale che un normale cittadino avrebbe potuto fare in Consiglio Comunale. Consiglio Comunale, ricordiamolo, che nel corso degli anni ha trovato il modo di ospitare qualsiasi tipo di persona, da esponenti di altre culture/organizzazioni/ a manager, scrittori, storici etc. Non è stata quindi una negazione formale, visto che il tempo e il modo, quando una cosa la si vuole fare, si trova. E’ stata una bocciatura ideologica: in primis perchè la mozione proveniva da un partito all’opposizione (FDI), secondo perchè i cittadini hanno già i propri rappresentanti eletti in Consiglio Comunale – i consiglieri appunto – e quindi non si vederebbe la necessità di dar loro ulteriore spazio.

Tornando dunque alla pacifica invasione di Palazzo Vecchio di ieri, unica e colpevele assente la carta stampata. Sebbene nel Salone dei Duecento siano sempre presenti giornalisti e cronisti dei principali quotidiani locali, e ieri a maggior ragione in quanto era presente (caso rarissimo) il Sindaco e l’intera Giunta al completo per la discussione sugli eventi alluvionali che hanno caratterizzato l’area metropolitana lo scorso fine settimana, oggi non è uscito un trafiletto, un accenno, una riga sulla silenziosa manifestazione di dissenso di Aria Nuova Per Firenze.

Non era certo notizia da titoloni tridimensionali, ma c’è di nuovo il vago sospetto fantozziano che di certe cose sia meglio non parlarne, non sia mai si metta in cattiva luce questa amministrazione. Questa sensazione che non si debba dare l’idea che in città ci siano problemi purtroppo non è una novità, l’auspicio probabilmente è che non parlandone le cose migliorino e tutto proceda per il meglio. Ma chi vive la città e quotidianamente ha a che fare con la triste realtà, sa che purtroppo non è così.

Roberto Vedovi
Foto di Alberto Martini, Facebook