Archiviata senza rimpianti (e nel sollievo generale dei fiorentini) l’idea dell’isola sull’Arno di Sara Funaro
Di Roberto Vedovi
Dopo aver galleggiato per alcune settimane nei rendering pre-elettorali, e poi per mesi tra le risate dei fiorentini, l’isola-alveare sull’Arno proposta da Sara Funaro nel 2024 è ufficialmente affondata sul fondo del dimenticatoio amministrativo. L’annuncio arriva sigillato dall’interrogazione di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) in Consiglio comunale, dove si certifica che l’idea più derisa della campagna dell’ora sindaca Funaro non ha mai superato la fase del PowerPoint.
Torniamo ad aprile 2024: la candidata sindaca presentava con entusiasmo una struttura multifunzionale a forma di arnia realizzata con moduli prefabbricati e firmata da un architetto milanese “innamorato di Firenze”, da ancorare tra la pescaia di Santa Rosa e Ponte Vespucci, completa di eventi culturali, aree relax, concerti e chissà quali altri sogni instagrammabili, collegata all’Oltrarno da due passerelle e – ciliegina sulla torta – operativa entro un anno dall’insediamento.
I fiorentini non gradirono, sottolineando l’impatto sulla sostenibilità idraulica, il rischio paesaggistico in un contesto Unesco e l’incubo logistico per le piene dell’Arno. Oggi, a quasi due anni di distanza e con Funaro in sella a Palazzo Vecchio, la conferma che non se ne farà nulla suona quasi come una liberazione collettiva: il fiume resta com’è, senza piattaforme color plastica galleggianti, senza brividi per la prossima esondazione e senza la necessità di gestire un set per eventi “di tendenza” a spese dell’identità storica dell’Arno.
