Lo scandalo Cubo Nero spacca Palazzo Vecchio: le opposizioni unite chiedono un cambio di rotta a una giunta blindata

© Fotocronache Germogli, specificare data

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Da emblema di lusso controverso a catalizzatore di scontro politico, il Cubo Nero scatena le ire delle opposizioni fiorentine, con appelli per un Consiglio dedicato alla crisi estetica della città, chiarezza su responsabilità politiche e un cambio di rotta che metta al centro i cittadini anziché gli interessi privati

 

In un crescendo di polemiche che scuote i palazzi del potere fiorentino, l’inchiesta sul “Cubo Nero” – il contestato complesso residenziale di lusso sorto sulle rovine dell’ex Teatro Comunale in area Unesco, con oltre 10 indagati tra dirigenti comunali, funzionari della Soprintendenza, membri della Commissione Paesaggistica e tra cui figurerebbero persino esponenti della proprietà Hines, per reati come abuso edilizio, falso ideologico e violazioni delle norme sul paesaggio – diventa il detonatore di un’offensiva congiunta delle opposizioni contro la Giunta, accusata di continuità con le politiche speculative ereditate da Renzi e Nardella e di una gestione opaca che ignora il sentimento dei cittadini e privilegia interessi privati.

Paolo Bambagioni, consigliere della Lista civica Eike Schmidt e presidente della Commissione Controllo, tuona in una nota che “I fiorentini hanno bisogno di risposte chiare e non di vaghi impegni o di rassicurazioni tardive, a speculazioni ormai avvenute e a rendita consolidata. Il nodo politico è uno solo. Questa Giunta vuole continuare con le decisioni – e le trasformazioni – volute da Renzi e Nardella oppure vuole fare un punto e a capo e coinvolgere le minoranze, ma anche associazioni e comitati impegnati per il bene comune, nella scrittura di una nuova pagina dello sviluppo urbano? È il momento di un’ampia discussione in Consiglio comunale sul futuro di Firenze a partire dalla crisi dell’urbanistica e del decadimento della sua estetica. Se lo faranno, se prenderanno le distanze da questa politica urbanistica da multinazionali, che ha portato cubi e rendita privata, se rimetteranno al centro – come dicono a parole ma ancora non fanno – le esigenze degli studenti e delle famiglie, facendo meno studentati di lusso e più case, io sono pronto a dare il mio sostegno”, offrendo un ramo d’ulivo condizionato a un cambio di rotta radicale.

Non da meno Massimo Sabatini, anch’egli della Lista Schmidt, che denuncia come “A Firenze si svilisce sempre più il ruolo del sindaco della città. Ormai segue solo il suo partito. Dentro Palazzo Vecchio ha evitato ogni confronto difficile, e come unica alternativa ha scelto la strategia di negare l’evidenza. Taglia gli alberi, ma dice che ce ne saranno di più. Lo Stadio è in ritardo, ma tira fuori cento scuse. Il Cubo Nero fa scandalo, ma qui dentro viene detto che ‘è tutto a posto!’. Quando si evita il confronto diretto con i consiglieri delle altre forze, e si incontrano solo esponenti della maggioranza, il messaggio che arriva a Firenze è preoccupante. Non si può liquidare il pensiero critico con un semplice: “siamo noi ad avere le idee giuste”. Né si può rivendicare una sorta di legittimazione preventiva su ogni scelta solo ‘perché si è vinto’. I recenti casi di urbanistica dimostrano che una Giunta non è eletta per fare le regole che preferisce (la prassi dell’assessora Biti riecheggiata inutilmente qui a lungo), ma per far rispettare quelle che esistono (che appunto tale prassi senza atti ufficiali non prevedono). È grave che si sia arrivati a considerare quasi un ostacolo il fatto che Firenze deve essere tutelata. Non solo con i canoni di tecnici e soprintendenti, ma anche considerando il sentimento dei suoi cittadini! Come si può amministrare serenamente dentro un simile controsenso? Cosa deve ancora accadere perché si cambi rotta?”, puntando il dito contro un’amministrazione che fugge dal dibattito aperto e si nasconde dietro vittorie elettorali per giustificare inerzie e negazioni.

A chiudere il cerchio delle critiche Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, che affonda il colpo dichiarando “Ci dispiace che la Giunta decida di fare finta che non sia successo niente. Nella risposta al nostro question time, l’Assessora Biti ha scelto di non dirci se gli avvisi di garanzia riguardano personale del Comune di Firenze con incarichi politici (in senso stretto o per rapporto di lavoro diretto con la Giunta). Non volevamo nomi e cognomi, ma capire quanto la politica è coinvolta. Ed è proprio la politica che continua a mancare. Addirittura ci è stato detto che per il Cubo Nero non si capisce quali chiarimenti con la Soprintendenza sarebbero necessari. Ma persino nelle risposte alle nostre interrogazioni la stessa Assessora ci ha chiarito che non è chiaro a chi spettava il via libero definitivo per l’ex Teatro Comunale. Su ex OGR tutto andrà avanti, per la maggioranza, nel dialogo con la proprietà. Nessuna sospensiva. Ci sarà un percorso di ascolto e partecipazione, ma solo dopo aver definito la cornice voluta da un soggetto privato. Anche su tutte le altre trasformazioni della Città tutto è rimandato al Piano Operativo. Si ignorano le tantissime voci critiche che si sono levate, la partecipazione ai presidi e alle assemblee. Si è anche finto (secondo noi) di non capire che è necessario fornire una scheda riepilogativa di quali trasformazioni principali potrebbero attivarsi in questa nuova consiliatura. In sostanza: si dichiara che c’è una stagione politica nuova, ma chiamata a tutelare le decisioni prese in quella precedente. La distanza tra noi e il centrosinistra non potrebbe essere più grande”, evidenziando una Giunta blindata che finge normalità nonostante l’inchiesta in corso e le proteste cittadine, rimandando tutto a futuri piani operativi senza sospensive immediate su progetti controversi come le ex OGR.

Foto: Copyright Fotocronache Germogli

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