L’orrore dell’ex Astor: come Firenze ha tollerato per mesi il racket sotto gli occhi delle istituzioni

GERMOGLI PH: FIRENZE VIA MARAGLIANO RICERCHE DI  BAMBINA DI 5 ANNI SCOMPARSA DALL'EX HOTEL ASTOR ATTUALMENTE OCCUPATO NELLA FOTO

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La città che chiudeva gli occhi: la cronaca di un tentato omicidio e di un’amministrazione che ha abdicato al suo dovere di protezione, lasciando che l’illegalità si radicasse

 

Di Roberto Vedovi

Le aule di tribunale stanno finalmente squarciando il velo sull’orrore che per otto lunghi mesi ha infestato via Maragliano a Firenze, mettendo in luce una realtà che non ha nulla a che fare con la civiltà ma con un regime di terrore criminale. La testimonianza scioccante di Santiago Manuel Medina Palaez ha rivelato i dettagli di una violenza inaudita che, fino a oggi, era rimasta nascosta nell’ombra di un degrado tollerato dalle istituzioni.

Il 28 maggio 2023, una spedizione punitiva di circa 15 persone, alcune incappucciate e armate di spranghe e mazze da baseball, ha fatto irruzione nella sua stanza. Un assalto brutale che ha colpito Medina alla testa e all’occhio sinistro. Nel tentativo di difendersi, l’uomo ha subito fratture e lussazioni agli arti superiori. Ma la violenza non si è fermata lì. Per evitare di essere ucciso, Medina ha fatto l’impossibile: si è appeso fuori dalla finestra dell’ultimo piano, lanciandosi nel vuoto per circa 7 metri. Solo l’impatto con un’auto parcheggiata lo ha salvato dalla morte.

Questo tentativo di omicidio, che segna uno dei momenti più drammatici della vicenda, non è stato un caso isolato, ma parte di un contesto più ampio di violenza e illegalità che ha preso piede nell’ex hotel Astor, una struttura abbandonata che ha visto crescere il racket delle stanze, senza alcuna forma di intervento da parte delle istituzioni.

L’episodio di Medina si è verificato a pochi giorni dalla sparizione della piccola Kata, un altro tragico evento che ha sollevato il velo sul fallimento del controllo istituzionale in città. La domanda che tutti si pongono è: dove erano le autorità? Come è stato possibile che una struttura come l’ex Astor, che ospitava stabilmente 60 minori, fosse diventata un luogo di violenza incontrollata, senza che nessuno intervenisse? Il fallimento di questa situazione è in gran parte da attribuire all’ex sindaco Dario Nardella, che ha permesso che l’ex Astor diventasse una “zona franca” sottratta alla legge, ignorando il degrado che cresceva in via Maragliano.

Ma non solo: anche Sara Funaro, all’epoca assessore al Welfare, ha lasciato che la struttura divenisse un rifugio per il crimine. Dove erano i suoi uffici mentre 60 minori vivevano in un ambiente di terrore, circondati da spranghe di ferro e aggressioni settimanali? Il “buco nero” dell’ex Astor è diventato il centro un racket che decideva le leggi del quartiere, lasciando i cittadini vulnerabili in balia della criminalità. Questo episodio di violenza e l’indifferenza che ha permesso che si verificasse mettono in evidenza il fallimento di una politica che non ha protetto i suoi cittadini, ma ha chiuso gli occhi di fronte a una realtà che, purtroppo, è rimasta nascosta troppo a lungo.

Foto: Copyright Fotocronache Germogli