Lungarni, polemica sulle nuove spallette: “Bianco sgargiante, sembra una nave da crociera”

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Il restyling delle rive dell’Arno accende il dibattito politico: accuse di superficialità progettuale e interrogativi sulle autorizzazioni mancanti

 

L’argine dei Lungarni fiorentini finisce al centro di un ennesimo scontro politico, con le opposizioni che attaccano frontalmente le scelte legate all’innalzamento e alla recente verniciatura delle spallette lungo l’Arno, interventi nati, secondo le motivazioni ufficiali del governatore Eugenio Giani, per rafforzare la sicurezza idraulica, ma giudicati  dannosi sotto il profilo storico e paesaggistico.

“La vicenda dell’innalzamento delle spallette dei Lungarni è nata male e sta concludendosi peggio. Già il fatto che sia stato deciso di innalzare le spallette per tutelarsi dal rischio idraulico dato dalle piene dell’Arno, senza però richiedere il parere dell’Autorità di Bacino è assolutamente fuori luogo”, afferma il capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi, che contesta nel merito l’approccio adottato, ritenuto privo di una visione strutturale e incapace di affrontare il problema alla radice, indicando come alternativa storicamente praticata il dragaggio dell’alveo del fiume, oggi in alcuni punti ridotto a una profondità minima; “Andare a cambiare la conformazione dei Lungarni in luoghi storici come lo è ad esempio il Lungarno alle Grazie senza prendere in considerazione, come si è fatto per decenni, il dragaggio dell’alveo del fiume per renderlo più profondo e quindi più capace di contenere le acque quando invece adesso, in dei punti come sotto al ponte delle Grazie è profondo poco più di un metro, mi pare un rabbercio poco lungimirante. Seguitando così, fra 20 anni, le spallette arriveranno al primo piano delle case e, a regime normale, la profondità dell’Arno sarà sempre minore!”

Locchi solleva dubbi anche sulle misure previste lungo la riva sinistra, tra cui l’installazione di sistemi di protezione come porte e finestre stagne a carico dei cittadini; ma è soprattutto l’impatto visivo degli ultimi interventi a suscitare le reazioni più accese, con la nuova colorazione delle spallette che diventa simbolo della contestazione: “E arriviamo a questi ultimi giorni in cui si stanno rifinendo e verniciando le nuove spallette, niente più mattoni, niente colori consoni ma un bianco sgargiante che sembra la fiancata di una mega nave da crociera! Insomma, un accrocchio approssimativo che, ancora una volta, penalizza Firenze.”

Sulla stessa linea l’attacco di Fratelli d’Italia, che amplia il fronte critico chiamando in causa direttamente la gestione politica regionale e l’impatto sullo skyline cittadino: “Non bastava il cubo nero a svettare sullo skyline dei lungarni. A peggiorare la situazione ha pensato il governatore della Toscana Eugenio Giani, che con gli ultimi lavori di consolidamento delle spallette di lungarno Acciaiuoli, a due passi dal Ponte Vecchio, ha pensato bene di eliminare le storiche pietre (salvo lasciarne ‘testimonianza’ in un breve tratto) per procedere a una bella mano di bianco sul resto delle mura. Nemmeno una ditta scadente di imbianchini avrebbe saputo fare peggio”, affermano i consiglieri Giovanni Gandolfo, Angela Sirello e Matteo Chelli, che sollevano interrogativi anche sul ruolo degli organi di tutela: “Ci chiediamo: la Soprintendenza non ha nulla da dire? Ora il governatore del ‘campo largo’ si dice disponibile a cambiare. Ma quanto costerà ai contribuenti toscani?”. Forza italia annuncia infine un’iniziativa formale per fare chiarezza e chiedere eventuali correttivi: “Presenteremo un’interrogazione per capire come si intenda rimediare a questo ulteriore sfregio al nostro centro storico”.

Si unisce al dibattito anche il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella: “Chi ha fatto i lavori ha pensato bene di coprire con una bella mano di colore le pietre: sembra un battiscopa. Evidentemente a Palazzo Vecchio sono così occupati a mandare i propri funzionari e operatori in giro a controllare Airbnb e fare le multe alle auto, che si sono dimenticati di controllare due opere che hanno rovinato lo skyline di una delle città più belle del mondo, visitata ogni anno da milioni di turisti proprio per la perfezione del suo reticolo urbanistico, i suoi monumenti, i suoi palazzi, le sue chiese e il suo panorama unico. Un cazzotto in un occhio – aggiunge Stella – Che bisogno c’era di coprire le pietre a vista? Questa città è, palesemente, amministrata da incompetenti e pressappochisti. Chiediamo che le pietre vengano ripristinate immediatamente, e che i responsabili di questo ennesimo scempio paghino per questo errore. E visto che i lavori sono stati finanziati dalla Regione Toscana, chiediamo che il Presidente faccia sentire la sua voce”.