Dopo mesi di sanzioni e ricorsi, stop temporaneo alle multe per mancata registrazione al portale SAS. Del Re: “Quante risorse pubbliche si sarebbero potute evitare?”, FdI: “Debacle clamorosa: neppure il super consulente di sostegno è sufficiente all’Assessore Giorgio per evitare di far danni”
Un anno dopo l’introduzione dell’obbligo di registrazione online per la sosta gratuita dei residenti nelle Zone a Controllo della Sosta (ZCS), la Giunta comunale di Firenze corre ai ripari con una delibera approvata il 31 dicembre 2025, resa pubblica solo di recente. Il provvedimento sospende temporaneamente le sanzioni per i residenti che non hanno registrato la targa del proprio veicolo sul portale di Servizi alla Strada (SAS), permettendo un incrocio automatico dei dati tra Anagrafe comunale e Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Una mossa che, secondo l’opposizione, arriva troppo tardi, dopo mesi di caos, multe salate e contenziosi giudiziari. Ma andiamo con ordine.
Tutto inizia a fine 2024, quando la Giunta annuncia una “rivoluzione” nella gestione della sosta per tutelare i residenti, ridurre l’inquinamento e combattere il parcheggio selvaggio, con obbligo per i residenti, dal 2 gennaio 2025, di registrarsi sul portale SAS per avere il diritto di parcheggiare gratuitamente nella propria ZCS, abbandonando la vecchia vetrofania o la fotocopia del libretto di circolazione. La scadenza iniziale per la registrazione era stata fissata al 30 aprile 2025, prorogata poi al 30 maggio a causa delle difficoltà incontrate dai cittadini, con code agli sportelli e un sistema online spesso malfunzionante.
Come riportato dal sito ufficiale di SAS e dal Comune di Firenze, l’obiettivo era digitalizzare i controlli con strumenti come “Cerbero”, un sistema di telecamere mobili per verificare le targhe in tempo reale. I residenti potevano sostare gratis nella propria zona, ma solo dopo registrazione; altrimenti, rischiavano multe da 41 euro in su. Secondo i dati comunali, entro giugno 2025 oltre 70mila residenti avevano completato la procedura, ma migliaia – circa il 25% – mancavano all’appello.
La misura, presentata come un passo verso una “città più vivibile e meno inquinata”, includeva anche nuovi “pass sosta” a pagamento per parcheggiare in altre ZCS (10 euro al mese per una zona extra), con sconti per veicoli elettrici e ibridi.
La svolta arriva con una delibera passata in sordina del 31 dicembre 2025: su richiesta di SAS, che segnala un “elevato rischio di contenzioso”, la Giunta autorizza l’uso temporaneo di “liste bianche” ottenute incrociando dati anagrafici e regionali. Fino al 30 giugno 2026, i residenti non registrati non riceveranno più multe per sosta nella propria ZCS, purché verificabili come tali. La delibera prevede anche un “rafforzamento della comunicazione” sull’obbligo di registrazione, ma non abolisce il portale SAS, che tornerà obbligatorio dal 1° luglio 2026.
Come emerge dal comunicato del Comune, questa misura è motivata dai numerosi ricorsi al Giudice di Pace, dove i cittadini hanno spesso vinto dimostrando la residenza. Casi segnalati includono bug nel sistema SAS – ad esempio, impossibilità di aggiornare targhe per auto usate – e multe elevate anche a chi si era registrato, ma i cui dati non erano stati recepiti tempestivamente. Un cittadino, ad esempio, ha ricevuto una sanzione il 21 gennaio 2026, nonostante la delibera di stop.
L’opposizione non usa mezzi termini. “La Giunta ha imposto un obbligo contrario al DPR 445/2000, creando caos e incassando multe inutili”, dichiara Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica, nel suo comunicato del 24 febbraio 2026. “Abbiamo chiesto fin dall’inizio l’incrocio dei dati e l’annullamento in autotutela delle sanzioni, ma ci hanno accusato di disinformazione. Ora, dopo ricorsi e spese pubbliche, arrivano ai ripari, ma le multe pregresse restano e i cittadini pagano il prezzo… Ci chiediamo quindi quante risorse pubbliche – tra notifiche dei ricorsi, annullamenti, spese in giudizio – sarebbero potute essere evitate se fin dall’inizio si fosse proceduto non solo ad un incrocio delle banche dati, ma anche ad una maggiore cura nell’evitare che il nuovo sistema fosse in realtà un modo per incassare le risorse di tutti coloro che in questi 10 mesi avranno preferito pagare la multa, piuttosto che impugnarla nelle sedi competenti”. In sostanza, l’amministrazione ha imposto un obbligo burocratico inutile quando già possedeva tutti i dati necessari (Anagrafe + PRA): poteva fare l’incrocio fin dall’inizio, come prevede il DPR 445/2000. Eppure ha continuato a multare per mesi cittadini residenti che parcheggiavano sotto casa, generando contenziosi, ricorsi al Giudice di Pace, spese legali e rabbia diffusa.
Simili le accuse da Fratelli d’Italia (FdI). I consiglieri Matteo Chelli e Angela Sirello parlano di “débâcle clamorosa di Giorgio”: “Avevamo avvertito che multare residenti quando i dati sono già disponibili è illecito. La Giunta ha ignorato tutti, creando danni e debiti fuori bilancio. È un provvedimento tardivo che non risolve il contenzioso pregresso e insiste su un sistema inaffidabile… Una scelta inspiegabile alla luce degli obblighi di semplificazione e interscambio che il comune deve rispettare, senza scaricare sui cittadini oneri immotivati ed eccessivamente gravosi. Neppure il super consulente di sostegno è sufficiente all’Assessore al Traffico per evitare di creare danni, anche quando i compiti a casa sono relativamente banali e ordinari”.
In pratica: l’amministrazione ha trasformato un diritto (parcheggio gratuito per chi vive e paga le tasse in città) in una trappola per fare cassa, punendo chi non aveva tempo o capacità di stare dietro all’ennesima piattaforma digitale mal funzionante. Un ennesimo esempio di cattiva amministrazione che scarica sui cittadini i propri errori tecnici e organizzativi.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
