La mozione di Santarelli bocciata dalla maggioranza: Una scelta ideologica contro la vivibilità quotidiana dei fiorentini
Di Roberto Vedovi
La politica fiorentina si divide ancora, stavolta su un oggetto apparentemente umile, ma fondamentale per la vivibilità quotidiana: il cestino dei rifiuti. Giovedì 5 febbraio, la Commissione Ambiente e Mobilità ha respinto la mozione presentata dal consigliere Luca Santarelli (Noi Moderati), che chiedeva il reinserimento dei cestini alle fermate dell’autobus. L’esito del voto – con il “no” convinto di PD, AVS e Lista Funaro – ha lasciato l’amaro in bocca a chi vede in questa scelta non una programmazione tecnica, ma una chiusura puramente ideologica.
Il dibattito in aula ha fatto emergere posizioni che stridono con la realtà quotidiana dei cittadini. La consigliera Innocenti (PD) ha sollevato il problema degli ingombri sui marciapiedi per disabili e passeggini, specialmente in centro. Un’obiezione che appare tuttavia superata dallo stesso emendamento proposto da Santarelli: la mozione non chiedeva un’installazione selvaggia, ma mirata, solo laddove lo spazio e la possibilità tecnica lo permettano. Perché dire di no anche dove il problema dello spazio non sussiste?
Ancora più singolare la posizione di Cristiano Balli (PD), secondo cui i cestini alle fermate incentiverebbero l’abbandono di sacchetti domestici, pesando sulla Tari. Un timore che sembra ignorare le reali emergenze della città: è davvero un cestino alla fermata a far crollare le percentuali di differenziata, mentre in zone come l’ex Poderaccio, sotto il Ponte all’Indiano o in via della Chimera si accumulano tonnellate di rifiuti ingombranti e abbandonati?
Il punto più controverso è stato toccato dal presidente della Commissione, Giovanni Graziani (AVS), dichiaratosi “contrario per principio”. Secondo Graziani, i cestini sarebbero un danno al decoro perché i turisti potrebbero vedervi all’interno i sacchetti delle deiezioni canine. Un paradosso logico: è preferibile che cartacce, mozziconi e deiezioni finiscano direttamente sul marciapiede o nelle aiuole pur di non “urtare” la vista dei turisti con un contenitore pubblico?
Al contrario, come sottolineato da Alessandro Draghi (FdI), la presenza di cestini è da sempre un segno universale di civiltà e accoglienza. Anche il richiamo di Semplici (Lista Funaro) alla “sanzione laddove non arriva l’educazione” appare monco: come si può sanzionare un cittadino se l’amministrazione non lo mette in condizione di comportarsi civilmente fornendo i servizi minimi?
Mentre Cecilia Del Re (Firenze Democratica) chiedeva di ascoltare il gestore del servizio e la maggioranza si trincerava dietro un diniego netto, resta la sensazione che si sia preferito mantenere una posizione di principio piuttosto che risolvere un problema pratico. “Era un provvedimento di buon senso, volto alla vivibilità”, ha commentato Santarelli. Ma a Firenze, a quanto pare, anche un semplice cestino per la carta può diventare terreno di scontro ideologico, a discapito della pulizia delle nostre strade.
