Non solo “testate”, ma insulti a un ascoltatore e un “vaffa” in diretta. Ecco il dibattito democratico in salsa PD.
Dalla registrazione della puntata emergono infatti ulteriori passaggi in cui il presidente si confronta con cittadini intervenuti in diretta. Le risposte, tutt’altro che concilianti, oscillano tra sarcasmo e aperta derisione. Ad un signore anziano in collegamento telefonico, sul tema dei partigiani, risponde con «“Alè, il Vannaccismo è integrato proprio dentro” », per poi proseguire con «la sagra delle bischerate» o «quando sento le boiate mi tocca reagire così», giustificazioni che trasformano l’attacco verbale in una reazione quasi automatica.
Quando poi il signore si lamenta della situazione di degrado nei giardini di Via Morandi a Rifredi, definisce l’interlocutore «di fuori», liquidandolo. Avvilente. Ma il culmine arriva poco prima dello stacco pubblicitario, quando dalla trasmissione si sente chiaramente un «vaffa…», pronunciato senza filtri.
Ieri il centrodestra (FDI, Lista Schmidt, FI, Lega, Gruppo Misto) si chiedeva se questo fosse l’antifascismo del PD o se si fosse sostituito l’olio di ricino con le testate.
Ma qui il problema è ancora più profondo: un Presidente di Quartiere rappresenta tutta la cittadinanza, non solo chi gli dà ragione o chi non lo disturba durante la colazione radiofonica. Offendere, deridere e mandare a quel paese i cittadini che pongono temi (anche spinosi come la sicurezza) non è “reagire alle boiate”, è semplicemente dimostrare di non avere il profilo per ricoprire quella carica.
