«Operai a cambiare targhe invece di tappare le buche?»: l’attacco di Sabatini su via Reginaldo Giuliani

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Il consigliere di Lista Schmidt va sul posto e fotografa buche, graffiti e strisce cancellate: «Cambiare le targhe mentre la strada cade a pezzi è follia ideologica»

 

Mentre le polemiche sulla decisione del Consiglio comunale di rimuovere la dicitura “Medaglia d’Oro” dalla toponomastica di via Reginaldo Giuliani sono ancora calde, il consigliere comunale di Lista civica Eike Schmidt, Massimo Sabatini, scende in campo con un intervento social tranchant e “sul campo”. Un post su Facebook accompagnato da una serie di fotografie che documentano lo stato di degrado della lunga arteria del Quartiere 5.

«Sono andato a vederla di persona la situazione in via Reginaldo Giuliani – dichiara Sabatini –. Mi sono immedesimato in quegli operai che sarebbero chiamati a fare il cambio delle targhe. Che dire? Spostare operai e mezzi per cambiare le targhe su una via così lunga è uno spreco. Si tolgono risorse a interventi urgenti come riparare le buche, pulire i muri imbrattati o migliorare la segnaletica».

Il consigliere ha voluto verificare con i propri occhi cosa significherebbe in pratica l’intervento simbolico approvato mercoledì 8 aprile dalla maggioranza di centrosinistra. La mozione, prime firmatarie le consigliere PD Alessandra Innocenti e Stefania Collesei, avvia il procedimento per cancellare solo le due parole “Medaglia d’Oro” dalla denominazione ufficiale della via, senza modificare il nome completo per evitare disagi a residenti e attività commerciali.

Per Sabatini si tratta di «follia ideologica». «È un cambiamento solo simbolico – scrive – togliere due parole da una targa non rende la strada più sicura. Non aggiunge telecamere e non aumenta l’uso della control room» ricordando, polemicamente, che proprio il giorno prima il suo atto per potenziare la videosorveglianza era stato bocciato in Consiglio. E incalza: «Si sceglie l’apparenza invece della sicurezza reale». Via Reginaldo Giuliani, una delle strade urbane più lunghe e trafficate di Firenze (dal confine con Sesto Fiorentino fino a piazza Dalmazia), è infatti tra quelle con maggiore incidentalità. I residenti, secondo Sabatini, chiedono da tempo interventi concreti: autovelox, dossi, illuminazione potenziata, manutenzione dell’asfalto e delle strisce pedonali.

A supporto della sua tesi, il post è corredato da una galleria fotografica eloquente:

  • Via dello Steccuto: buche evidenti e strisce pedonali quasi cancellate proprio accanto alle targhe oggetto della polemica.
  • Piazza Dalmazia: graffiti su muri e inserto della piazza, lasciati intatti mentre si pensa a cambiare una targa.
  • Via delle Panche: asfalto dissestato, segnaletica storta e “sparata come a Shanghai”, strisce pedonali sbiadite.

«Non è un lavoro da poco – conclude Sabatini – è il segnale che le priorità sono sbagliate». E mentre la città discute di targhe e storia, la via continua a essere percorsa ogni giorno da migliaia di auto, pedoni e ciclisti tra buche, graffiti e segnaletica precaria.