Parco del Mensola, da oasi verde a discarica tossica

mensola

Condividi sui social

Altro che parco. Altro che polmone verde. Il parco oggi assomiglia sempre più a una fogna di Bucarest: un concentrato di degrado, rifiuti e fumi tossici nel cuore di uno dei quartieri un tempo più eleganti di Firenze

 

Nonostante le visite pre-elettorali, le passerelle davanti alle telecamere e le solite dichiarazioni di rito dell’amministrazione fiorentina la situazione del Parco del Mensola e delle aree limitrofe non solo non è migliorata: è peggiorata. I residenti sono esasperati e temono, con ragione, il ritorno degli incendi tossici provocati dai rifiuti accumulati e bruciati di notte. In via della Chimera, intanto, la discarica è diventata una montagna è respirare diossina ormai è normale.

Sotto la collina di Settignano, in quella che un tempo era considerata una delle zone verdi più pregiate di Firenze, oggi regnano preoccupazione, rabbia e paura. Parliamo di un’area tra Campo di Marte e Coverciano, fatta di palazzine anni Settanta immerse nel verde, nell’aria fresca e nella tranquillità. O meglio: immerse lo erano.

Oggi l’aria sa di plastica bruciata, di rifiuti, di falò improvvisati accesi per smaltire illegalmente la spazzatura. Una miscela tossica che nessuno controlla. Falò che vengono accesi nelle aree occupate abusivamente all’interno — e ai margini — del parco del Mensola. Una situazione esplosiva. E non solo in senso metaforico.

Coverciano, a due passi dal centro tecnico della Nazionale, è diventato il simbolo di un fallimento totale: amministrativo, politico e istituzionale. Il fallimento di un’amministrazione che, alla vigilia di ogni tornata elettorale, fa blitz spot davanti alle telecamere per annunciare trionfalmente di aver ripulito la zona. Salvo poi vederla tornare occupata e devastata nel giro di poche ore, quando va bene, di pochi giorni, quando va male.

La discarica accanto al Mensola. Facebook

Una bidonville che ormai assomiglia sempre più a una cittadella abusiva. Un insediamento che ha trasformato il letto del Mensola in qualcosa che ricorda le peggiori fogne della Bucarest post-comunista. Da Palazzo Vecchio e da Villa Arrivabene il ritornello è sempre lo stesso: «È un terreno privato. È colpa del governo.» Un mantra nauseante recitato ormai da anni, come se i cittadini non sapessero che il servizio antidegrado della Polizia Municipale potrebbe fare molto di più, anche in supporto alle forze dell’ordine, già messe in ginocchio da decenni di blocco dei concorsi e carenze di organico.

Poco più in là, nelle casette di via della Chimera, la situazione non cambia. Cambiano solo le dimensioni della montagna di rifiuti, che cresce giorno dopo giorno, in silenzio. All’indomani dei blitz di cittadini e comitati, stanchi di questo degrado, l’amministrazione ha tenuto a puntualizzare di “aver fatto molto” negli ultimi anni. I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti. E sotto il naso di chi è costretto a respirare questa vergogna ogni giorno.