Parte “Buon pomeriggio sindaca”, Ribella Firenze non ci sta: “Ascolto in camera caritatis, brioche per i sudditi”

buon pomeriggio

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Il nuovo format di Sara Funaro porta la sindaca nei Quartieri per chiacchierate faccia a faccia, ma i posti limitati e le porte chiuse alla stampa scatenano dubbi e sarcasmo

 

Di Ribella Firenze

Ovvia, almeno le abbiamo trovato un pregio: quello di non aver vergogna di nulla! Questa idea, se possibile, è peggiore di quando si calò travestita da elfo. Prima che qualcuno dica cose, una domanda: quanto durano questi incontri? Con quanti cittadini si incontra? Se le domande di colloquio superano i posti disponibili, chi e come verrà scelto? Ordine di arrivo? Tipologia di domanda?

A che serve tutto questo teatrino se, lo sappiamo, i problemi collettivi sono già sul piatto? E, soprattutto, già tutto deciso e immutabile? Ascoltare 10/20 cittadini può essere sicuramente una cosa bella, empatica, ma ascoltare i rappresentanti democratici è un dovere! I problemi singoli dei cittadini non possono, e non dovrebbero, essere trattati, in camera caritatis, al posto di quelli collettivi, è una pratica distorta dell’azione politica fatta di particolarismi “dimmi il tuo problema, poi ci penso io!”, amichettismo allo stato puro fatto istituzione.

Che ne sarà di quei piccoli/grandi problemi individuali di tutti coloro che non raggiungeranno quella sedia? L’incontro con i cittadini deve avvenire, sarebbe dovuto, nei luoghi giusti della democrazia, fatto di ascolto e mediazione, e non di arrocchi e porte chiuse. Questa iniziativa è molto monarchica: la regina, avendo perso consensi, incontra i suoi sudditi, cui dispenserà sorrisi, parole dolci e la solita trita vicinanza e solidarietà per poi continuare bellamente per la sua strada. Che si ricordi almeno di offrire loro delle brioche.