Pessina e altri a processo, scontri con la Soprintendenza, scioperi, keybox che tornano e tranvia bloccata da Salvini: Funaro non ha più il controllo. La Firenze sui giornali di venerdì 24 aprile

GERMOGLI PH: 2 FEBBRAIO 2017 FIRENZE PALAZZO DI GIUSTIZIA TRIBUNALE PROCESSO

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Sognare non costa nulla: alla vigilia della Festa della Liberazione, il sistema di potere che ha dal 2024 in Sara Funaro il suo prestanome si vede sgretolarsi sempre più. Il suo nuovo totem, il cubo nero, è indirettamente bersagliato dalla raffica di processi ai danni dei suoi ideatori e difensori. L’ex soprintendente Andrea Pessina è il nome più blasonato tra questi: La Repubblica Firenze e il Corriere Fiorentino informano che egli «è stato interrogato e ha risposto ai magistrati, al contrario degli altri indagati». Anche per lui l’accusa di falso ideologico e violazione del Testo Unico sul Paesaggio. La Nazione Firenze, invece, allarga lo sguardo e sottolinea che questi “altri indagati” sono 15, «anche i big» (l’«archistar» Vittorio Grassi, l’ex direttore generale di CDP Investment SGR Marco Sangiorgio e il manager senior della Savills, Alessandro Rendina, su tutti) e anche per abuso edilizio. Come se ciò non bastasse, si è aperta una grossa crepa tra la sindachessa e la soprintendente sul cilindro bianco, altro segnale che forse la bagnarola sta affondando e i marinai fino a ieri fedeli al capitano iniziano a darsela a gambe: la prima ha infatti replicato assai stizzita al falso stupore della seconda, chiedendo sarcasticamente se sia Ranaldi a scherzare e asserendo che «Firenze merita istituzioni attente», come trascritto su La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Il di lei predecessore viene invece ricordato dalla terza di queste testate nella sua opposizione tranciante e ultimativa a qualsiasi ritocco sulle scale elicoidali e la tettoia dello stadio, alla giostra alla Fortezza da Basso e alle pensiline della tranvia, su cui l’attuale soprintendente ha invece dato entusiastico assenso. La selva dei pali alla stazione di Santa Maria Novella, invece, passò imperterrita anche il giudizio del «signor no». A mettere ulteriori bastoni tra le ruote all’amministrazione ci pensa nientepopodimeno che il ministro Salvini, per niente intenzionato a finanziare dal governo la realizzazione della tranvia verso Campi Bisenzio, che il sindaco di quest’ultima, Tagliaferri, pur eletto in opposizione al PD ritiene, come i dem, «opera irrinunciabile». Proprio in un cantiere vergato Sirio, non a Campi ma in via Villamagna, si è rotto un tubo del gas, gettando per l’ennesima volta tutta Gavinana nel caos del traffico all’altezza del ponte Nencioni, ci mette al corrente lo stesso rotocalco. Se ne vedrà probabilmente meno, fra tre giorni, per lo sciopero degli autisti di Autolinee Toscane, dalle 17:30 alle 21:30, per denunciare problematiche su «turni lunghi, pause insufficienti, lavaggio delle tute e dei DPI, malfunzionamenti degli impianti di condizionamento delle vetture e rimodulazione delle indennità ferme da oltre 30 anni», addirittura «parametrate a valori risalenti all’epoca della lira», si cita in un trafiletto del Corriere Fiorentino. A questi fattori si aggiunge, nelle cronache di quest’ultimo, de La Nazione Firenze e del Tirreno Firenze, l’aggressione a un’autista del 37 al Galluzzo, presa a sputi e insulti da una passeggera già impegnata in un litigio con un uomo a bordo e finita, la malcapitata, ricoverata in ospedale per un attacco di panico. Braccia incrociate anche «nel settore del consumo», cioè per il diritto al riposo nelle festività del 25 Aprile e del 1° Maggio, apprendiamo da un trafiletto del Tirreno. E mentre la giunta prova a mettere una toppa sulla situazione di degrado sotto il Ponte all’Indiano annunciando in grande stile «operazioni di bonifica», dopo tante e tante denunce che però non trovano lo spazio che meritano nei celebrativi articoli delle sezioni nostrane di Repubblica, Nazione e Tirreno, la prima deve ammettere, grazie a quella del Comitato Salviamo Firenze, che nel centro storico sono ricomparse le keybox. Ciliegina sulla torta di una situazione ormai fuori controllo che la sindachessa dovrebbe confessare a cuore aperto di non essere in grado di gestire. La pratica parla comunque più di mille parole. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli