Dopo i lavori del treno-tram bloccati dalle mura duecentesche di piazza Beccaria, dopo gli interventi cubisti spuntati fra gli spigoli delle strade e negli arredi urbani, ecco l’ennesimo capolavoro della viabilità fiorentina: il micidiale tappo di viale Redi
Firenze accoglie Pitti Uomo con una delle cose che le riesce meglio nell’era di Funarolandia: il traffico paralizzato.
L’accoglienza fiorentina del 2026, come se non bastasse il folle scempio dei viali di circonvallazione sventrati per la cura del ferro novecentesco, gli interventi cubisti e le tante altre diavolerie che in questi anni hanno dato il meglio in termini di caos urbano, si arricchisce ora di un nuovo gioiello: il cantiere-tappo di viale Redi.
Un intervento che, dopo aver distrutto tutti gli alberi del viale, è arrivato all’ultimo lotto. Qui, tra l’incrocio con via Mariti e l’intersezione con via Maragliano, il cantiere (fantasma) per il rifacimento del cordolo centrale crea un collo di bottiglia micidiale che blocca di fatto la viabilità, generando code interminabili a ogni ora del giorno, sia in entrata che in uscita dalla città.
La denuncia arriva dal Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, ma la follia è sotto gli occhi di tutti, soprattutto di chi ha la sventura di finirci dentro.
Il cantiere-lumaca, avviato a luglio 2025, non vede ancora una fine. Si tratta di poco più di 200 metri, eppure nessun operaio è al lavoro.
Intanto lo smog ristagna, i clacson suonano senza sosta e i nervi di chi vive e lavora nella zona sono ormai allo stremo.
Poco più di 200 metri di cantiere, nessun operaio all’opera e, come ciliegina sulla torta, la cancellazione di oltre 35 posti auto che — Dio solo sa — sarebbero oggi più che mai indispensabili.
«I cittadini e i commercianti – sottolinea Simone Gianfaldoni del Comitato – si augurano che questi lavori-lumaca raggiungano presto il traguardo e che il cantiere venga rimosso al più presto, per restituire finalmente un po’ di respiro alla viabilità e i posti auto ai residenti».
