Dopo un bando vinto, la giunta comunale come è noto ha deciso di revocare l’aggiudicazione. FDI accusa la giunta di incoerenza, e di scaricare la responsabilità sul privato
Nel 2024, l’amministrazione comunale aveva assegnato la concessione per la valorizzazione del Parterre a un unico operatore economico, l’unico a rispondere a un avviso pubblico, con un progetto giudicato compatibile con il bando e i suoi obiettivi. Tuttavia, qualche giorno fa, è stata disposta la revoca definitiva dell’aggiudicazione, sollevando numerose polemiche. Per Fratelli d’Italia, la vicenda è un chiaro segno di confusione e incoerenza nella gestione amministrativa.
Il consigliere Matteo Chelli e la capogruppo Angela Sirello hanno espresso forti perplessità sulla spiegazione fornita dall’Assessore al Patrimonio Danti, che ha dichiarato che la revoca sarebbe stata causata dal comportamento tenuto dal soggetto privato. “Questa ricostruzione non ci convince alla luce degli atti che abbiamo acquisito e potuto analizzare”, affermano i due esponenti di FDI. “Sembra, piuttosto, che il bando (risalente all’epoca nardelliana) e il relativo progetto vincitore non siano più di gradimento di questa Amministrazione, che tuttavia preferisce non assumersi alcuna responsabilità, scaricandola sul privato”.
La critica è dura: se davvero il progetto non è conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia, come è possibile che un bando pubblico possa essere vinto con una proposta poi bocciata per inadeguatezza? Una situazione che, secondo Chelli e Sirello, dimostra un’incredibile incoerenza: “Delle due l’una: o il comune ha sbagliato prima o ha cambiato idea dopo. Serve assoluta chiarezza su questo”.
La situazione diventa ancora più critica se si guarda alla gestione delle risorse pubbliche. FDI sottolinea infatti che l’amministrazione lamenta quotidianamente la mancanza di risposte sul fronte dell’ordine pubblico, mentre trascura progetti di riqualificazione urbana come quello del Parterre. “Ci aspetteremmo un’azione celere e decisa per riqualificare i luoghi pubblici abbandonati al degrado, come il Parterre, e invece è l’esatto contrario. Forse, allora, prima di fare i maestri, converrebbe fare i compiti a casa ed evitare sperperi di tempo e risorse pubbliche che producono esclusivamente danni e ritardi per la collettività”.
