Il Comune parla di economia circolare, ma le tariffe restano alle stelle e i cittadini non vedono benefici tangibili
Di Roberto Vedovi
In Toscana i cittadini fanno la loro parte, ma la politica continua a girare attorno al nodo vero: impianti insufficienti ed export di rifiuti che mantengono la TARI tra le più pesanti d’Italia, e in costante crescita. Anche nel Consiglio comunale di ieri, tra richiami all’economia circolare e alla sostenibilità, non si è vista una risposta chiara su come e quando si intenda ridurre questa dipendenza strutturale dai camion e dalle discariche, né su come alleggerire davvero le bollette delle famiglie fiorentine e toscane.
L’ATO Toscana Centro ha portato la differenziata dal 60% del 2018 a quasi il 70% nel 2024, superando la media regionale e avvicinandosi agli obiettivi europei, ma continuando a esportare oltre 200.000 tonnellate di rifiuti l’anno fuori dai confini, con costi ambientali ed economici enormi caricati sui cittadini tramite la TARI. Nello stesso periodo, la spesa media per i rifiuti in Toscana è arrivata a circa 397 euro a famiglia nel 2025, +6,5% in un solo anno, con città come Pisa che superano i 550 euro: la virtuosità dei cittadini non si traduce in bollette più leggere.
In un comunicato di oggi, il vice capogruppo PD Balli presenta l’incontro con ATO Toscana Centro come un passo importante verso un modello di economia circolare, sottolineando l’esigenza di ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti e di puntare su autosufficienza impiantistica e sostenibilità tariffaria. Parole che riecheggiano molti dei temi già emersi – rifiuti come risorsa, necessità di chiudere il ciclo – ma che restano sul piano delle intenzioni: nessuna domanda esplicita sui numeri dell’export, sulla mancanza di impianti, sulle scelte industriali di Alia/Plures e sulla loro traduzione concreta nelle bollette dei fiorentini.
La vicesindaca Galgani rivendica a sua volta i risultati: differenziata vicino al 70%, diversi Comuni che superano gli obiettivi regionali, riduzione della frazione non differenziata e un confronto “strutturato” tra i 65 Comuni dell’ATO per programmare il futuro. Ma anche qui il cuore del problema viene accuratamente evitato: nessun impegno su un piano impiantistico con tempi e localizzazioni, nessun obiettivo vincolante di riduzione dell’export, nessuna garanzia sui futuri aumenti TARI, che continuano a essere presentati come effetto ineluttabile di un sistema complesso più che come conseguenza di scelte politiche e industriali ben precise.
Nel botta e risposta in aula, più che un conflitto politico, sembra di assistere a una rappresentazione rassicurante: da un lato il consigliere di maggioranza che solleva il tema per ribadire la bontà del percorso intrapreso, dall’altro l’assessora che conferma la linea, sottolineando i dati positivi e rimandando le criticità a un futuro indefinito fatto di “processi lunghi” e “sfide complesse”. È una discussione che se la canta e se la suona attorno al perimetro dell’economia circolare, mentre restano sospese le domande su chi paga oggi il prezzo dei ritardi: famiglie che, pur arrivando a percentuali di differenziata prossime al 70%, non vedono alcuna prospettiva credibile di riduzione delle tariffe.
Fuori da Palazzo Vecchio, i numeri sono chiari: la raccolta differenziata in Toscana ha superato il 68% nel 2024 e l’ATO Centro sfiora il 70%, mentre la produzione totale di rifiuti resta elevata, spinta da turismo e industria. Allo stesso tempo la TARI cresce più della media nazionale, con la Toscana tra le regioni più care e differenze abissali tra i capoluoghi, senza che il dibattito pubblico offra una spiegazione trasparente di come i cittadini potranno beneficiare, in termini di costo, degli sforzi che già compiono ogni giorno. Finché in Consiglio comunale si continuerà a parlare di economia circolare senza sciogliere i nodi di impianti, export e modello industriale di Alia/Plures, il messaggio implicito resterà lo stesso: i cittadini devono essere virtuosi, ma non hanno alcuna garanzia che, in cambio, la loro bolletta dei rifiuti smetterà di salire.
