Rivoluzione affitti brevi, ma contro: anche Dalmazia, Leopolda, Porta al Prato e San Jacopino vogliono tenerli a debita distanza. A Sollicciano chiude persino la scuola, ma non il carcere. La Firenze sui giornali di domenica 11 gennaio

GERMOGLI PH 30 DICEMBRE 2025 FIRENZE VEDUTE AEREE DEL PONTE AL PINO INIZIATI I LAVORI DEL PONTE OTTOCENTESCO CAVALCAVIA FERROVIARIO (1)

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Tempo di rivoluzioni in città: dalle nostre parti a guadagnare slancio è l’opposizione al dilagare di affitti brevi, soprattutto nelle aree del Quartiere 1 e del Quartiere 5, con le zone di Piazza Dalmazia, Porta al Prato, San Jacopino (dove si è deciso di istituire controlli con la cinofila, informa La Nazione Firenze) e la Leopolda a capeggiare la mobilitazione per chiedere restrizioni sulle concessioni di spazi ai B&B, soprattutto alla luce dell’ultimo “scandalo”, anch’esso riportato da La Repubblica Firenze, dei turisti scoperti ad essere alloggiati in un seminterrato. Il fronte dei dehors, invece, vede dividersi verticalmente il PD: persino la sua stessa base esorta la giunta ad «alleggerirli», mentre il centrodestra si scorna sulla Tirrenica addirittura a livello governativo nazionale, come ci aggiorna su entrambi i lati il Corriere Fiorentino. La tregenda di Ponte al Pino è come un lenzuolo troppo corto che si cerca di tirare da una parte all’altra nell’inutile tentativo di coprire tutte le magagne dell’incuria dell’amministrazione: riaperta un’estremità, chiude quell’altra, dividendo addirittura l’Italia, come titola d’impatto ma non falsamente La Nazione Firenze, che ne ha dato notizia insieme a La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, specificando altresì l’entità dei disagi sul trasporto ferroviario per le giornate dal 23 e 24 gennaio: i treni dell’Alta Velocità verranno convogliati su Campo di Marte e Rifredi. Paradossalmente, quella zona è la stessa che ha visto l’ennesimo incremento dei prezzi per i garage, schizzati addirittura a un massimo raggiungibile di 75.000€, afferma La Nazione Firenze. Chiudono, nel frattempo, la storica mesticheria Mazzanti in Sant’Ambrogio, tra i comprensibili rancori verso il primeggiare ormai incontrastato di bar e ristoranti senza ricambio generazionale nella gestione di simili attività, rancori cui ha dato voce il Corriere Fiorentino. Temporanea, invece, l’interruzione operativa della scuola di Sollicciano, comunque precedente a quella del carcere stesso, in cui sarà da vedere se finiranno i ladri dei 60 computer trafugati al liceo “Morante” durante le ultime vacanze natalizie. E, apprendiamo da La Nazione Firenze, mentre la vicenda Zakharova si chiude con la beffa, oltre al danno, della ballerina a esibirsi a Roma (parimenti amministrata dal PD, peraltro), Firenze vede scendere in piazza gli ultimi strascichi del movimento iraniano Donna, Vita, Libertà a sostegno dei disordini in Iran: chissà se, almeno a livello istituzionale, i dem nostrani, tanto intenti nei dibattiti sui luoghi di culto per musulmani nella nostra città come ai diritti delle donne, si preoccuperanno delle moschee incendiate, della giovane infermiera Marzieh Nabavinia (bruciata viva nella clinica dove lavorava a Rasht), o della piccola Melina Asadi, uccisa a 3 anni a colpi di arma da fuoco tra le braccia del padre a Kermanshah. (JCM)

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli