Salviamo Firenze lancia la campagna “No al cemento nell’area ex Ogr”

L'area vista dall'alto. Foto Salviamo Firenze

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“Perchè la cementificazione prevista non è un pesce d’aprile”, dichiarano gli attivisti

 

Non è un pesce d’aprile la prevista cementificazione del più grande parco della città. Magari lo fosse. Ma proprio il primo d’aprile, “Salviamo Firenze per viverci” con i suoi attivisti ha lanciato la campagna d’informazione sull’ennesimo progetto urbanistico voluto da questa amministrazione – ovviamente senza alcun consulto con i residenti.

“Com’è stato possibile?” si domandano gli attivisti. “Non vorremmo che chi vive e ama la città debba ridire questo quando vedrà in questo pezzo del nostro principale parco travolto da una colata di cemento in gran parte di lusso. “Non vorremmo che chi vive e ama la città debba ridire questo quando vedrà il parco attraversato e diviso da una nuova strada ad alta percorrenza o quando si troverà in un permanente ingorgo a Porta al Prato.

Pesce d'aprile
Pesce d’aprile. Foto Salviamo Firenze

“Nella città mecca dei fondi d’investimento, degli interventi dell’ultralusso e dei costi impossibili per chi vive questo è davvero insostenibile.
Spesso la cittadinanza si accorge di un cantiere solo quando le torri iniziano ad alzarsi, per questo iniziamo oggi – proseguono – la nostra campagna informativa preventiva perchè si blocchi un progetto che è in mano a un fondo d’investimento lussemburghese. Sarà una campagna informativa radicata sul territorio, con volantinaggi, incontri, cartelli, banchetti informativi perché questo ennesimo abuso di città venga evitato. E la iniziamo il 1 aprile con dei pendoli fronte retro da un lato un pesce d’aprile dall’altro una scritta: vogliono cementificare un pezzo di Cascine con migliaia di metri cubi di cemento, vogliono fare una strada dentro le Cascine da 1800 auto/ora che intaserà Porta a Prato, e questo purtroppo non è un pesce d’aprile”.