Sanità regionale, la Toscana di Giani come la Calabria: persi 306 posti letto in 2 anni

foto alessandro

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Confronto nazionale: la Toscana ai livelli più bassi insieme alla Calabria. Dal 2022 a oggi, i tagli hanno cancellato l’equivalente di un grande ospedale

 

La Regione Toscana registra una nuova significativa contrazione del numero di posti letto nelle strutture ospedaliere, con una perdita di oltre 300 unità in due anni. Tale riduzione, equivalente alla capacità di un grande presidio come Ponte a Niccheri o Torregalli, avviene nonostante il mantenimento di 40 ospedali sul territorio. I dati, elaborati dall’assessorato regionale alla Salute in risposta alle indicazioni ministeriali, e riportati oggi su Repubblica, confermano il posizionamento della Toscana tra le regioni con la più bassa disponibilità di degenze per abitante, accanto alla Calabria.

La delibera di fine anno dell’assessorato documenta il passaggio da 12.597 posti letto nel 2022 a 12.291 nel 2024, con un calo netto di 306 unità. La diminuzione interessa principalmente i posti per acuti (-260), seguita da quelli post-acuti (-25 circa), mentre le lungodegenze registrano un lieve incremento. Il rapporto attuale è di 3,36 posti letto per mille abitanti, inferiore allo standard massimo del DM 70/2015 (3,7 per mille), lasciando un margine teorico per oltre 500 unità aggiuntive. L’assessorato considera l’attuale configurazione in linea con gli obiettivi di razionalizzazione e non prevede ulteriori riduzioni nella programmazione futura, sebbene incrementi appaiano complessi per vincoli di bilancio e per le risorse destinate alle nascenti Case della Comunità.

Sul fronte delle discipline specialistiche, emerge un quadro disomogeneo: numerose unità operative superano gli standard ministeriali, come le chirurgie generali (44 contro un massimo di 38), le cardiologie (27 vs 25), le medicine generali (50 vs 47), le malattie infettive e nefrologie (10 ciascuna vs 6), le radiologie (36 vs 25) e le terapie intensive (34, in aumento a 35, vs 25). Prevista una razionalizzazione in oncologia con posti letto (da 19 a 17 strutture). Al contrario, alcune specialità presentano un numero di reparti inferiore al minimo previsto, tra cui emodialisi, otorinolaringoiatria, reumatologia e terapia del dolore.

Questa situazione evidenzia una sanità regionale sbilanciata: troppi reparti frammentati in alcune discipline, ma carenze critiche nei posti letto complessivi, che potrebbero compromettere ulteriormente l’accesso alle cure in una regione già sotto pressione.