Nella nostra epoca i tempi possono cambiare anche nel volgere di qualche settimana: da che era “tutto a posto e tutto in regola”, cade per la giunta Funaro anche la maschera della Soprintendenza, adesso incolpata dell’«OK definitivo» recepito dagli uffici preposti ai lavori del cubo nero, nell’intento di sganciare il Comune da qualsiasi responsabilità e continuando adesso a pararsi dietro la magistratura. Questo scorcio di indegno spettacolo, riportato dal Corriere Fiorentino, si arricchisce dei particolari sulla «scena muta» dei «primi indagati» davanti ai PM, principalmente architetti e dirigenti dell’Urbanistica, mentre le opposizioni, citate anche dal Tirreno Firenze, non smettono di incalzare l’amministrazione sottolineandone i «grossi errori» e avanzando «richieste di chiarimento», che com’era logico aspettarsi hanno scatenato una bagarre in aula. Fattasi piccola piccola come i borghesi della firenzina che rappresenta, la maggioranza invoca «rispetto» ed esorta a «non piegarsi a chi vorrebbe fare processi mediatici grossolani per avere visibilità», proprio lei che di rispetto non ne ha mai avuto per niente e per nessuno e dovrebbe invece pensare ai processi nelle aule che la riguardano. Sequele della mala gestione funariana continuano tuttavia a manifestarsi in tutta la città: poco distante da Palazzo Vecchio, la Municipale ha effettuato un blitz dietro segnalazione al Mercato Centrale, fermando tre clandestini e due tossicodipendenti su venti persone controllate e sanzionando per 1.500€ tre attività su cinque controllate sequestrando una cinquantina di chili di carne e pesce non tracciati. Proprio lì, facendo eco al sintetico trafiletto in merito del Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze informa della rissa che è avvenuta domenica all’ora di pranzo, cioè mentre la gente era a mangiare, costringendo i ristoratori a farla entrare dentro per metterla al sicuro. Cinque gli stranieri fronteggiatisi con spranghe e sedie, peraltro all’indomani di una zuffa ancor più grande che ne ha visti protagonisti addirittura quindici a colpi di transenne. La Fondazione Caponnetto, sulla stessa testata, ha contato ben 1.065 crimini di strada durante tutto il 2025, metà dei quali avvenuta proprio nel Q1 e nei quali spiccano le spaccate, che con 535 episodi staccano di gran lunga rapine e aggressioni, che seguono con 156 casi. Una città resa però invivibile anche dal rumore e dall’inquinamento portati, seppur indirettamente, dalla tranvia tanto vantata come «green ed ecologica»: emblematica la testimonianza oltretutto di un ex autista dell’ATAF, la cui casa affaccia sul capolinea del 78, istituito con la fermata della Federiga, e che deve giocoforza svegliarsi alle 5:30 ogni mattina perché i mezzi datati imposti dalla gestione francese delle ormai Autolinee Toscane non possono essere spenti per i ritardi che comporterebbe ripompare l’aria nei serbatoi, che invece continuano a scaricare con tutto il contorno di aria insalubre che giunge direttamente dentro la casa sua e quelle contigue. Quelle più cadenti, torniamo a leggere sul Corriere Fiorentino, vengono invece «affittate a stranieri che sfruttano il bisogno dei connazionali», mentre chi deve abitarvi si trova a dover pagare anche 600-700 euro per stanze sovraffollate e sulla base di contratti sostanzialmente inesistenti; in San Frediano l’incendio di una bicicletta elettrica ha fatto emergere le condizioni di una «palazzina-alveare dei riders», dove «in tre mini-case subaffittate» ne risiedevano una decina a nero, coi residenti a testimoniare l’esistenza di altre tre o quattro abitazioni del genere. Intanto, spopolano gli Airbnb sulla Piana e tra le colline: la barcellonese AirDNA, ripresa da La Nazione Firenze, ne ha registrato un +54% a Lastra a Signa, un +11% a Scandicci, +7% a Sesto e +21% a Campi rispetto all’anno scorso, favoriti da prezzi concorrenziali per sistemazioni (alcune) definibili di lusso, tra spazi, idromassaggi, piscina e terrazze panoramiche. D’altra parte, tuttavia, sono ben 36 i Comuni che hanno perso i benefici della classificazione montana, con inevitabili ricadute sull’economia locale e sul territorio anticipate dal Tirreno Firenze. In centro invece l’economia la si vuole tenere su tassando di fatto perfino la fede: significativa la breve lettera giunta nella redazione del Corriere Fiorentino da una signora che, recatasi alla chiesa di Orsanmichele per accendere un cero alla madre venuta a mancare due anni fa, è stata fermata per farle prima pagare il biglietto, poiché oggi la struttura risulta essere un «complesso museale», come Santa Croce, da ella visitata l’anno scorso. E un cero bisognerebbe accenderlo anche per Fratelli d’Italia e gli individui che si tira dentro: da Calenzano la consigliera Castro tenta di rimediare allo scivolone sui palestinesi dicendolo «ironico» (La Nazione Firenze). Anzi, i palestinesi non li ha «mai citati» (Il Tirreno Firenze). E se persino la Lega, non esattamente un partito di Fedayn, deve prendere le distanze, in presenza peraltro di un video che la smentisce brutalmente, c’è ben più che da alzare gli occhi al cielo. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
