Si tagliano scuole e cattedre senza risparmiare neppure la Pergola. Ma guai a chi tocca turismo e studentati! La Firenze sui giornali di giovedì 3 aprile

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La fisionomia economica e sociale di Firenze continua a conoscere cambiamenti, non necessariamente positivi. Rispetto al “sequel” della guida sullo Scudo Verde, che adesso riguarda gli aiuti e gli incentivi, La Nazione Firenze ha dedicato maggior spazio all’ulteriore trasformazione del centro storico ormai preda di un turismo pervasivo e totalizzante: nei prossimi mesi altre 300 case, originariamente pensate per riportare le famiglie a vivere nel centro storico, verranno adibite ad appartamenti di lusso ad affitto breve per turisti, 150 nell’ex Teatro comunale di Corso Italia e altre 150 nel palazzo di quella che fu la Cassa di Risparmio di Firenze, sfruttando un cavillo del divieto degli affitti turistici che riconosce però la funzione di “residenza temporanea per turisti”. Su La Repubblica Firenze apprendiamo dell’approvazione, da parte della commissione urbanistica del Comune, della versione definitiva del Piano Operativo e del Piano Strutturale, nella quale gli studentati pubblici sono confermati e l’housing privato anche, con la sola condizione di dedicare il 20% della superficie all’“housing sociale”, ma consentendo la delocalizzazione. Restando in tema scuole, prosegue (anche a livello nazionale) la tendenza all’abbandono scolastico mischiata alla denatalità, su cui il governo interviene tagliando cattedre. A Firenze ce ne saranno 104 in meno, a fronte di un calo di 1.454 studenti delle superiori atteso per il prossimo anno scolastico (da 43.521 a 42.067), 523 studenti medi (da 24.519 a 23.996) e 1.185 alunni delle primarie (da 33.604 a 32.419). Queste le cifre riportate dall’USR e rilanciate dal Corriere Fiorentino. Continuando a sfogliare quest’ultimo giornale, notiamo con non meno amarezza che tutto ciò non risparmia neppure la scuola più prestigiosa di Pier Francesco Favino alla Pergola, che ha offerto corsi di teatro che non si terranno più poiché verrà chiusa a causa dei costi troppo alti: il piano, da 9 milioni di euro, l’ha tagliata fuori perché i costi statali solo per essa ammonterebbero a 2 milioni, 200.000 euro in più rispetto al precedente piano, con un onere collettivo per i sostenitori locali da 7 milioni e mezzo. Andrà rifatto, tra l’altro, anche il bilancio preventivo. Sempre il CF si è soffermato in dettaglio anche sulla notizia del ribaltone dei giudici sul fotovoltaico, per il quale adesso «non si possono negare i permessi», per la vittoria del ricorso di una famiglia residente vicino alle Ville Medicee. Proseguono anche i lavori per la linea tranviaria diretta a Sesto Fiorentino: l’obiettivo è quello di partire coi lavori entro quest’anno. Notizia anch’essa coperta dal Corriere Fiorentino. (JCM)