Difficilmente i fiorentini potranno dimenticare quell’inaugurazione con tanto di buffet, che nel 2017 fu capace di paralizzare il traffico del sottopasso Strozzi. Dopo pochi anni, quel tunnel è già in condizioni pietose
Il dubbio che i lavori pubblici a Firenze vengano realizzati in maniera quantomeno approssimativa è diffuso. E spesso, come si dice, tanti indizi fanno una prova. Di “riqualificazioni” fallite in città ce ne sono molte. Basti pensare alla piazza “fantasma” Nannotti, inaugurata nel 2009, mai realmente sbocciata e già ristrutturata dopo pochi anni, che resta ancora oggi un “non luogo”: terra di nessuno, costantemente segnata da abbandono e frequentazioni ben poco raccomandabili. Nella stessa zona, poi, vale la pena ricordare i tantissimi soldi spesi per la “nuova” via Gioberti nel 2018, che dopo pochissimi anni si è già dimostrata un fallimento: sedute arrugginite, spaccate e divelte, fioriere danneggiate o scomparse, e una pavimentazione in pietra già terribilmente sporca, segnata da urina e altre amenità.
L’esempio più eclatante del fallimento dei lavori pubblici, però, con annesso spreco di denaro dei contribuenti, è però senza dubbio il sottopasso Strozzi alla Fortezza da Basso, realizzato nell’ambito dei lavori della linea tramviaria. Un sottopasso indimenticabile soprattutto per quei fiorentini che, il 1° giugno 2017, furono costretti a rimanere bloccati per ore nel traffico a causa del buffet organizzato per il taglio del nastro.
Fu quella una vera rappresentazione teatrale dell’assurdo, simbolo della distanza tra amministrazione e cittadini. Dentro il tunnel, Dario Nardella, allora sindaco, Stefano Giorgetti, allora assessore al traffico, e altri esponenti istituzionali si ritrovarono per un buffet ufficiale – anzi, due: colazione e lunch – con tavole imbandite, catering, tartine, vino e brindisi. Sopra, intanto, il traffico deviato andava in tilt tra clacson e imprecazioni. Eppure, dopo pochi anni, quel sottopasso ha iniziato a cadere a pezzi.
Nel 2021, quando alcuni colleghi giornalisti sollevarono il problema, la risposta di Palazzo Vecchio fu sorprendente: le pessime condizioni del rivestimento, con mattonelle staccate, danneggiate e a terra, non sarebbero state dovute a lavori mal eseguiti, ma agli automobilisti che correvano troppo causando incidenti. «Il rivestimento in pietra di Santa Fiora è stato fatto bene e a regola d’arte», si disse allora. Oggi, però, quella domanda torna più che mai attuale.
Il sottopasso appare simile a un colabrodo. Oltre alle pietre distaccate, coperte qua e là da transenne, sono ben visibili anche i ferri dell’intelaiatura, pericolosamente sporgenti. In caso di incidente, potrebbero rappresentare un rischio mortale, soprattutto per motociclisti e ciclisti. Anche adesso la colpa è degli automobilisti? Anche oggi il Comune scaricherà le proprie responsabilità su altri? Perché da tempo immemore le transenne cercano di tamponare le falle? E quei ferri scoperti? Si aspetta forse il morto?
Considerando che per realizzarlo – buffet escluso – insieme al sottopasso Milton-Strozzi sono stati spesi circa 17 milioni di euro di soldi pubblici, è legittimo chiedersi perché, dopo pochi anni, l’opera sia ridotta in queste condizioni. Perché a Firenze i lavori pubblici vengono fatti così?
