Strada chiusa a Bagno a Ripoli, ipotesi abbattimento per il Ponte da Verrazzano. La giunta Funaro prende schiaffi persino da Achille Lauro. La Firenze sui giornali di lunedì 23 marzo

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Si profila una vittoria nella battaglia dei residenti e dei chierici di Santo Spirito contro la RSA di lusso: La Repubblica Firenze informa che il governo sta seriamente considerando l’ipotesi di revocare l’assegnazione dell’ex caserma alla società Fastpol, decisione che si dice imminente. Quivi, si ipotizza, potrebbe insediarsi la Soprintendenza. Entro 90 giorni arriverà anche il verdetto sul che fare del Ponte da Verrazzano (La Nazione Firenze), per il quale si profila addirittura l’eventualità dell’abbattimento (Il Tirreno Firenze), su cui si delibererà entro maggio in Palazzo Vecchio e nell’ottica comunque dell’anno di tempo che servirebbe per costruirne un altro. Di abbattere Sollicciano, invece, non se ne parla proprio: eppure i numeri forniti dal comandante della Polizia Penitenziaria in occasione della festa di quest’ultima sono «impietosi», tali li definisce Il Tirreno Firenze, e si parla di 50 tentativi di suicidio, 640 atti di autolesionismo, 368 deferimenti all’autorità giudiziaria e 581 detenuti stipati in 366 posti, il tutto nel solo 2025. A chiudere, per ora, è “soltanto” la via del Cimitero del Pino a Bagno a Ripoli, snodo tuttavia fondamentale per i transiti da e verso Firenze, «a causa di interventi per la tranvia molto delicati» che si protrarranno per un mese, fa sapere La Repubblica Firenze. L’inagibilità dello stadio, da parte sua, fa sì che persino il cantante Achille Lauro, esibitosi al Mandelaforum, abbia avuto a dubitare delle promesse della giunta Funaro: nonostante un concerto in fase di programmazione per il 2027, ha citato le condizioni della struttura che lo rendono infattibile. Le sue parole ci giungono tramite La Nazione Firenze, insieme agli aumenti prezzi di gasolio e benzina, i primi ancora altissimi (+0.30€ in più rispetto al 2022, quando iniziò l’escalation del conflitto ucraino), i secondi calati troppo poco (-0.12€, la metà di quanto stabilito dal governo), sullo sfondo di una raffica di sanzioni a vari benzinai per «omissioni nei prezzi». Un vero e proprio blitz si è invece verificato in un’azienda del territorio, rea di aver «violato» le scellerate sanzioni alla Russia tramite l’esportazione di macchinari ritenuti «a doppia finalità»: files, documenti e materiali sono stati sequestrati e ottenuti nell’azione. Un atto tanto più ridicolo e inutile, se si considera che persino gli Stati Uniti stanno valutando di depennare la Federazione Russa dalla «lista nera» dell’OPAC. Così va il mondo…(JCM)

 

In copertina: CC BY-SA 4.0 Sonia Ricco on Wikimedia Commons