Tra albericidio e malagestione del verde urbano, l’appello del Prof. Mario Bencivenni: gli alberi non sono numeri

© Fotocronache Germogli, specificare data

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L’errore fatale di trattare il verde come una risorsa rimpiazzabile: la lezione ecologica di Bencivenni sul valore degli esemplari adulti

Di Roberto Vedovi

Il 29 gennaio 2026, durante un intervento alla Commissione Consiliare del Comune di Firenze, il professor Mario Bencivenni, vicepresidente dell’Associazione Italia Nostra, ha lanciato una dura critica alla gestione del verde urbano da parte dell’amministrazione comunale. Con il suo bagaglio di esperienza come storico dell’architettura e attivista ambientale, Bencivenni ha smontato le narrazioni ottimistiche della politica locale, che vanta bilanci positivi sulla base di numeri grezzi: 7.000 alberi persi e 13.000 ripiantati tra il 2014 e il 2019. Per il professor Bencivenni, questo approccio è troppo semplicistico, perché non tiene conto del fatto che un albero adulto, con il suo ruolo ecosistemico, estetico e salutare, non può essere sostituito con una giovane pianta. Gli alberi, come il pino, che può vivere secoli se curato, non sono intercambiabili in termini di benefici e di tempo necessario per crescere.

Al fianco delle sue parole, Bencivenni ha presentato documenti concreti per supportare le sue accuse: dal bilancio arboreo 2014-2019 agli effetti devastanti della tramvia 3.2.1, che ha causato perdite ecosistemiche non compensate, fino alla riqualificazione di viale Redi, dove l’abbattimento di pini ha peggiorato la qualità dell’aria e aumentato il rischio di “isole di calore”. La sua critica non è ideologica ma fattuale, basata su dati scientifici che sfidano le dichiarazioni dell’amministrazione comunale, accusata di trattare il verde come una risorsa rimpiazzabile senza valutare l’impatto a lungo termine. Con il suo intervento, Bencivenni ha lanciato un appello per una gestione più responsabile e consapevole del patrimonio verde della città, che non può più essere sacrificato per progetti infrastrutturali frettolosi e superficiali.

Di seguito pubblichiamo integralmente l’intervento del Prof. Mario Bencivenni alla Commissione Consiliare 6 del Comune di Firenze di giovedì 29 Gennaio.
Oggetto: Approfondimento e confronto sul Piano del Verde e degli Spazi Aperti con le associazioni del territorio.
“Purtroppo noi diamo una valutazione negativa, contrariamente a quanto sostengono le associazioni dei responsabili, dei pubblici dirigenti o dei funzionari dei giardini: la città presenta infatti deficit e carenze tremende proprio sul verde urbano. Vi pregherei di leggere e guardare gli allegati che vi forniamo, poiché sono valutazioni di stima basate su dati precisi; il primo riguarda il bilancio arboreo 2014-2019 che, ancora una volta, viene presentato in termini statistici come positivo, citando 7.000 piante adulte perse e 13.000 ripiantate.
Le nostre valutazioni però non sono meramente statistiche, perché sugli alberi non esiste la matematica dell’uno a uno e lo sanno anche i bambini: un albero non è uguale a un altro e, come ricordato dagli Amici della Terra, le piante ornamentali devono essere piantate piccole per regola d’arte orticola, il che significa che prima di abbattere una pianta adulta bisogna pensarci dieci volte, o proprio non abbatterla affatto, perché per riprodurre gli effetti ecosistemici, ornamentali e di bellezza di quell’esemplare servono almeno 40 anni.Una pianta a vent’anni è ancora giovane e un pino, che per DNA vive normalmente 200 anni, raggiunge la maturità tra i 40 e i 100 anni; non è vero che in contesto urbano non possiamo mantenerli, basterebbe curarli.
Oltre a questo bilancio, forniamo uno studio sul deficit di benefici ecosistemici prodotto dalla realizzazione della linea tramviaria 3.2.1 e un terzo documento sull’insieme dei deficit creati con la nuova sistemazione dell’aiola spartitraffico in viale Redi. Si tratta di dati non ideologici e senza posizioni preconcette, ma di numeri precisi che testimoniano un deficit gravissimo.
Invito gli amministratori e i responsabili della gestione del verde a comportarsi adeguatamente: smentiteci pure, ma nessuno ha mai confutato questi dati; per favore, smettetela di dire che se si abbattono 1.000 piante adulte e se ne reimmettono 1.300 siamo in positivo, perché è una stupidaggine. Se ritenete sia vero, documentatelo con i calcoli descritti nei libri di arboricoltura del professor Ferrini e di molti altri autori, proprio come abbiamo fatto noi… La città di Firenze continua ad essere uno dei luoghi più drammatici per la gestione del verde urbano”
Foto: Copyright Fotocronache Germogli