Tra meritocrazia e correnti: l’Italia e la giustizia post-referendum secondo Bambagioni

BAMBAGIONI

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Secondo Bambagioni (Lista Schmidt), il no maggioritario ha rappresentato un’occasione persa per modernizzare e rendere più equo il sistema giudiziario italiano

 

In un video postato sui social, il consigliere di Lista Schmidt Paolo Bambagioni ha commentato il referendum sulla giustizia  analizzando i risultati e le possibili implicazioni future del sistema giudiziario. “Il voto va sempre accettato, perché quando si esprime il popolo in una democrazia, il voto indirizza il futuro e quindi così faremo. Prendiamo atto di questo importante passaggio e della scelta che è venuta fuori”, ha dichiarato Bambagioni, precisando di voler però fare qualche considerazione più approfondita sull’esito di questo referendum.

Il consigliere ha sottolineato che circa 13 milioni di italiani hanno votato per il sì, osservando come questo “faccia loro onore”, e che la battaglia era finalizzata a migliorare la giustizia e rispettare il rapporto tra magistratura e politica per consentire agli italiani un miglioramento, uno sviluppo positivo delle istituzioni.

Bambagioni ha poi commentato la vittoria del no, con 14 milioni di voti, affermando che “hanno anche ingannato una parte degli elettori, perché con il loro voto in parte si è voluto mantenere un sistema che non è imparziale. ma secondo me è sbilanciato, perché c’è una parte della magistratura politicizzata che ora avrà anche più forza e che comunque, come è evidente a tutti, spesso gestisce l’organizzazione della macchina giudiziaria in base alle correnti interne, e non in base al merito o alla necessità anche di intervenire con delle sanzioni quando è necessario.”

Riguardo alle affermazioni diffuse durante la campagna referendaria, Bambagioni ha detto: “Sono state messe a giro parole pesanti, che non corrispondono alla verità del testo modificato. Veniva detto che era in discussione la democrazia, la nostra bella Costituzione. Sono due falsità. Sono due bugie che hanno avvelenato il clima. Veniva detto che con questa riforma si sarebbe sottomessa la magistratura al Parlamento o al Partito Legislativo, altra narrativa totalmente senza fondamento. Per questo parlo di inganno.”

Secondo il consigliere, il no ha rappresentato “l’ennesima occasione persa perché, se si vuole essere onesti intellettualmente, la nostra bella Costituzione prevedeva anche un completamento della sua iniziativa attraverso questo tipo di modifiche che negli anni si sarebbero dovute fare.” Bambagioni ha inoltre sottolineato che per l’Italia e per i nostri giovani, per il nostro futuro, questa è un’occasione persa, perché il sistema di amministrazione della giustizia non funziona benissimo. Questa non sarebbe stata la soluzione definitiva, ma ci avrebbe senz’altro indirizzato verso una giustizia migliore.”

Riferendosi agli operatori della giustizia, il consigliere ha aggiunto che “questo lo dico soprattutto per tanti magistrati e operatori che lavorano nel campo della giustizia, che soffrono di queste vicende tutti i giorni, vedono che non è sempre il merito che viene premiato, e vedono che non sempre viene fatta giustizia, perché a volte ci sono delle scelte che lasciano molto a desiderare. Ma nessuno paga per questi errori.”

Infine, ha concluso sottolineando la necessità di riflettere sul tema: “Da ora in avanti sarà difficile rientrare su questo tema, ma è importante che si sappia che questi temi esistevano e che abbiamo avuto la possibilità su questo di esprimerci, grazie anche a chi ha fatto questa proposta e ci ha messo in condizione di votare.”