Variante di Grassina inaugurata, ma la segnaletica resta chiusa in magazzino e non viene installata
L’inaugurazione prenatalizia in pompa magna, con tanto di “passeggiata” istituzionale svoltasi domenica 21 dicembre, della cosiddetta variante di Grassina ha finalmente reso agibile – almeno nel primo tratto – un by-pass atteso da oltre quarant’anni.
La prima tratta della variante è stata aperta nel segmento compreso fra Ponte a Niccheri e La Ghiacciaia: poco più di due chilometri che scavalcano la collina alle spalle dell’abitato di Grassina con l’obiettivo di snellire il traffico della strada regionale chiantigiana e che, una volta completata, dovrebbe garantire un collegamento più fluido fra Firenze e il Chianti.
Quel giorno c’erano davvero tutti: fasce tricolori, telecamere, fotocamere, tartine e spumante a celebrare l’apertura di quel nastro d’asfalto.
Le cronache ricordano anche come, per l’occasione, tutti i papaveri di ogni ordine e grado – dal presidente della Regione Eugenio Giani al sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti – abbiano percorso la nuova strada a piedi, in modalità passeggiata promozionale, per lodare l’ennesima opera di Penelope.
Peccato solo che, presi com’erano dalle dichiarazioni entusiaste di circostanza, nessuno abbia notato ciò che invece tutti i comuni mortali hanno scoperto non appena la strada è stata aperta al traffico: una segnaletica quanto meno bizzarra per non diire carente.
Abbiamo così deciso di fare una “prova sul campo” e ci siamo accorti subito che, percorrendo la strada da Ponte a Niccheri in direzione Ghiacciaia / San Polo in Chianti / Figline Valdarno, una volta scollinato e arrivati alla grande rotonda in cima, l’unica indicazione disponibile è per Belmonte, ridente frazione nota forse solo agli autoctoni. Nessun altro cartello.
E ora? Dove si va?
Le indicazioni riportano esclusivamente Firenze / Strada in Chianti. Tornare indietro è l’opzione più immediata, con il rischio concreto di girare in tondo e, come nel gioco dell’oca, tornare al via: Ponte a Niccheri.
Qualche burlone sui social suggerisce ironicamente di aprire un punto di ristoro su quel magnifico belvedere che guarda da un lato Firenze e dall’altro il Chianti, in attesa che qualcuno si decida a installare dei cartelli indicatori per chi, lì, rischia seriamente di perdersi.
Noi abbiamo osato di più: nella nostra prova abbiamo scelto di scollinare proprio dove nessun cartello invita ad andare. Come moderni Indiana Jones abbiamo intuito che quella potesse essere la strada giusta per chi è diretto verso San Polo in Chianti o Figline Valdarno.
Peccato che, dopo il tratto in discesa, ci siamo ritrovati davanti a un’altra grande rotonda, ancora una volta con cartelli che rimandano esclusivamente a Strada in Chianti e Firenze, invitando di nuovo al girotondo verso Ponte a Niccheri o all’ingresso nell’abitato di Grassina, appena scavalcato dalla nuova infrastruttura.
Di San Polo in Chianti e Figline Valdarno, neppure l’ombra: sembrano chimere irraggiungibili.
“Mancano i dettagli – scrive qualcuno in rete – perché la strada è stata appena inaugurata”.
Forse è vero. Del resto, se per realizzarla ci sono voluti cinquant’anni, possiamo anche concedere un po’ di tempo per la posa di qualche cartello stradale.
In fondo, sono solo dettagli.
Resta però valida l’antica saggezza popolare, qui più attuale che mai: tutte le strade portano a… Strada (in Chianti).


