La chiamavano “ondata di maltempo”, l’allerta gialla per pioggia (non un diluvio) accompagnatasi alla neve che ha imbiancato «mezza Toscana, dal Casentino al Mugello ma anche in pianura e a Firenze» (il sottotitolo è di Repubblica Firenze), senza però attaccarsi in città ma solo su colline e montagne. Centinaia gli interventi dei vigili del fuoco e le auto bloccate in autostrada, dall’Autopalio alla FI-PI-LI fino all’A1, scuole chiuse a Marradi, Vaglia e Palazzuolo, traffico e treni bloccati come anche la raccolta rifiuti, addirittura un morto sul monte Pania a causa del vento, schierata una doppia unità di crisi ad opera della Protezione Civile: questo è il quadro di assoluto caos, con annessa un’allerta ghiaccio per stanotte quando, si prevede, la temperatura scenderà a -4 °C, tratteggiato da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze, La Nazione Empoli, Il Tirreno e Il Tirreno Firenze. Il disagio, però, è più generale e soprattutto sociale: la prima di queste testate ha rilanciato i dati dell’ISTAT che individuano, nella nostra città, ben 8 aree che ne fanno da fucina tra Novoli, Galluzzo, Isolotto, Peretola e Firenze Nova. È il primo rapporto di questo tipo, il quale, si suppone, dovrà aiutare nell’individuazione più precisa delle zone problematiche per «aiutare gli amministratori a intervenire». Se questi interverranno davvero, è tutta un’altra questione su cui l’interrogativo resta, e ben nitido. Non aiutano certamente a dipanarlo le vergognose dichiarazioni del coordinatore empolese di Fratelli d’Italia, Isacco Cantini, il quale, commentando la manifestazione di tre giorni fa svoltasi a Firenze in solidarietà col Venezuela ha minacciato «i soliti comunisti» asserendo che «prima o poi vi stermineremo anche in Italia». Parole quantomeno tragicomiche, provenendo da un partito che ha sempre fatto del vittimismo per la “violenza degli avversari” e la continua “caccia al fascista” una vera e propria bandiera: tempestiva, comunque, la dissociazione da parte dei suoi colleghi di partito, come anche da Forza Italia, assieme alle condanne ad opera di PD, AVS, PCI, CGIL e ANED Firenze, i quali ultimi tre starebbero, secondo La Repubblica Firenze che ha riportato la notizia, valutando anche azioni legali. Non è dato sapere se questa ennesima baraonda da dibattito politico fermo a Peppone e Don Camillo permetterà di sentire il grido d’aiuto dei canottieri, desiderosi di veder salvata la loro sede di cui, nonostante vi si ritrovino da 90 anni, non viene riconosciuto il carattere di sito d’interesse storico, spiega il Corriere Fiorentino. Se poi continua il silenzio assordante dello stallo dei lavori della Tirrenica (il governo, informa quest’ultimo, vuole azzerare tutti i progetti e ripartire con un nuovo piano) e del rischio del prolungamento di quello della sentenza su San Felice, si infiammano le discussioni in Santo Spirito sulla questione dehors: dall’Oltrarno e dal centro storico si chiedono «regole meno stringenti» (La Nazione Firenze) e si vantano mille firme raccolte per mantenerli in Piazza della Repubblica, mentre i comitati dei residenti non li vogliono. Essi infatti, dà loro voce il Corriere Fiorentino, lamentano di non esser stati ascoltati dal Comune: difficile che questi abbia potuto farlo, con la sindachessa impegnata ad ampliare il suo stipendificio amministrativo aprendo un nuovo ufficio comunicazioni e allargando il settore Grandi Progetti, accentrando così più poteri decisionali nelle mani della sua fedelissima Lucia Bartoli, direttrice generale comunale. Sono state invece lasciate alla porta tre ragazzine 12enni della “Masaccio” dalla chiesa di Santa Maria Novella, nonostante il regolamento non preveda obbligatoriamente l’accompagnamento di un adulto ma solo di «sorvegliare bambini qualora entrassero sotto la vostra responsabilità»: una famiglia, infatti, a quanto riporta La Nazione Firenze, si era offerta di fare da “tutrice” per le tre onde sbrogliare la matassa, cosa che però hanno potuto fare soltanto i genitori una volta tornati apposta per permetter loro l’ingresso nel luogo di culto. Resta invece intricato il nodo Letizia Ciampi: la magistratura spagnola ha rimandato «causa festività» l’autopsia della nostra concittadina morta a Fuerteventura. Evidentemente tutto il mondo è paese: diventerà però più difficile girarlo comunque, con l’aumento delle accise che ha inaugurato l’anno nuovo e che ha fatto sì che il prezzo del gasolio abbia superato quello della benzina, concentrando i rincari, manco a dirlo, nella zona del centro storico. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
