Un ritratto di Silvano Bambagioni tra economia, associazionismo e valori familiari. Martedì 17 marzo a Palazzo Vecchio

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Un ritratto approfondito di Silvano Bambagioni, banchiere cattolico e protagonista discreto ma determinante del tessuto economico e sociale di Prato, tra finanza, associazionismo e impegno civile

 

“Silvano Bambagioni, storia del banchiere cattolico di Prato” è il titolo del libro firmato da Massimo Nardini, edizioni San Paolo, che racconta la vita e l’opera di una delle figure più influenti della città toscana. Il volume, con prefazione di Giovanni Pallanti, sarà presentato martedì 17 marzo 2026 alle ore 17 nella Sala Firenze Capitale di Palazzo Vecchio a Firenze, occasione in cui sarà possibile ripercorrere il percorso di Bambagioni, uomo di finanza, volontariato e associazionismo.

Alla presentazione interverranno lo stesso autore, Giovanni Pallanti già vicesindaco di Firenze, Paolo Bambagioni consigliere comunale, Pier Luigi Ballini già professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Firenze, e Giovanni Bambagioni, figlio del protagonista, con l’ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Bambagioni è stato un punto di riferimento imprescindibile per il tessuto economico pratese: vertice della Cap, proposto della Misericordia, presidente della Cassa di Risparmi e Depositi di Prato negli anni dello sviluppo del distretto tessile e della città, figura lungimirante che ha coniugato impegno imprenditoriale e valori cattolici. Il libro, oltre alla narrazione biografica, ospita un’appendice firmata da Giovanni Bambagioni dal titolo “La Cassa di Risparmi e Depositi di Prato, triste storia di una menzogna”, che ripercorre in una cinquantina di pagine la vicenda giudiziaria che travolse la banca e la famiglia, offrendo uno sguardo diretto e personale sugli eventi. L’evento rappresenta un’occasione non solo per conoscere o ricordare Silvano Bambagioni, ma anche per approfondire la storia economica e sociale di Prato e Firenze, intrecciata con il racconto di una famiglia che ha lasciato un’impronta indelebile nel territorio.