Lo spazio espositivo Chiasso Perduto ospita “Unsettled. Tracce di appartenenza”, una mostra collettiva che esplora il concetto di identità e di appartenenza attraverso linguaggi e sensibilità artistiche differenti.
L’esposizione sarà inaugurata il 12 marzo alle ore 18:00 e resterà aperta fino al 22 marzo, con orario da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19, presso Chiasso Perduto, via de’ Coverelli 4R, Firenze.
La mostra nasce come spazio di attraversamento e di dialogo, un territorio artistico vivo e instabile in cui le opere si confrontano e si mettono reciprocamente in tensione. In questo contesto, Chiasso Perduto diventa un luogo liminale, dove il tema dell’appartenenza viene indagato attraverso corpo, memoria, assenza e traccia.
Gli artisti coinvolti condividono una linea di ricerca che mette in relazione identità individuale e dimensione collettiva. Le opere diventano segni di una negoziazione continua con l’origine, il territorio, il tempo e il corpo, aprendo uno spazio di sospensione in cui l’instabilità non rappresenta un problema da risolvere, ma una condizione da abitare. L’identità emerge così come un processo in costante trasformazione.
Elemento centrale della mostra è il dialogo tra artiste e artisti di rilievo internazionale come Shirin Neshat, Chiharu Shiota, Xiao Lu e Ai Weiwei e autori che stanno attraversando una fase cruciale di consolidamento del proprio percorso artistico. Non si tratta di una contrapposizione generazionale, ma di un intreccio fertile di possibilità, risonanze e frizioni.
In questo scenario si inseriscono le ricerche di Daniel Romano (Argentina), Roberta di Laudo (Italia) e Joshua Cosimo (USA), che contribuiscono a costruire un campo di forze in cui l’appartenenza appare frammentaria, temporanea e irrequieta, mentre l’identità si rivela come un processo aperto e in continuo divenire.
Per la prima volta, le curatrici dello spazio Francesca Morozzi e Sandra Miranda Pattin partecipano alla mostra anche in qualità di artiste, compiendo un gesto simbolico che rende permeabili i ruoli e trasforma l’atto curatoriale in una pratica condivisa di dialogo e ricerca.
Alcune opere esposte provengono dalla Collezione Sibilla, che ha collaborato alla realizzazione della mostra tramite i co-proprietari Gianluca Sibilla e Lorenzo Sibilla, concedendo in prestito lavori di Chiharu Shiota, Ai Weiwei e Shirin Neshat. Il contributo della collezione sottolinea il ruolo del collezionismo come forma di cura, sostegno e continuità culturale, capace di favorire l’incontro tra opere e pubblico in contesti espositivi indipendenti.
“Unsettled” si configura quindi come un invito a sostare nell’instabilità, riconoscendola come condizione essenziale per ogni percorso di ricerca artistica e identitaria.
