Urbanistica, Sabatini (Lista Schmidt): “Cubo nero frutto di precise scelte del Comune”

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“Sentir dire che il Cubo Nero avrebbe fatto del bene a Firenze e che il problema sarebbero le ‘rendite parassitarie’ lascia francamente stupefatti. Sull’ex Teatro Comunale si è assistito a una lunga serie di scelte politiche, assai concrete, riguardo alle destinazioni d’uso ammissibili: da teatro che era si imponevano prima i servizi pubblici, poi social housing, quindi residenziale e infine di fatto anche turistico-ricettivo. Ogni passaggio ha enormemente inciso sul valore dell’operazione immobiliare. Non è accaduto per caso, ma per precise scelte politiche comunali in sede di pianificazione urbanistica”. A dirlo è Massimo Sabatini, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt.

“Se oggi – prosegue Sabatini – quell’intervento ha generato margini economici rilevantissimi, pari a decine di milioni di euro – ottenuti speculando per rendita proprietaria di mera posizione – è perché quelle scelte sono state consentite e accompagnate da scelte politiche locali. Così come non è secondario il fatto che le condizioni dell’autorizzazione paesaggistica siano rimaste, nei fatti e negli atti, senza una verifica effettiva, in tal modo consentendo l’utilizzo di materiali diversi perché di minor pregio e molto più economici di altri (ad esempio lapidei). Circostanza che – ricorda il consigliere comunale di minoranza –inspiegabilmente permane tuttora perché l’Amministrazione ha assunto una posizione ostruzionistica che ha appena originato anche un contenzioso davanti al TAR tra proprietà dell’immobile, Comune di Firenze e Soprintendenza”.

“Prima di parlare di ‘rendite parassitarie’, pensando di accusare altri, sarebbe più serio ricostruire come si sono formate quelle avvenute su immobili originariamente comunali! Perché in questa vicenda non c’è nulla di spontaneo – attacca Sabatini -: le condizioni sono state create grazie a ben precise scelte politiche, di cui si sono avvantaggiati i proprietari privati del Cubo Nero (che ha già avuto diversi cambi di mano) e che non hanno affatto realizzato il bene di Firenze, né dal punto di vista economico né da quello paesaggistico e culturale; anzi, è stato realizzato un grave sfregio all’immagine di Firenze”.

“Piuttosto – conclude Sabatini – la domanda centrale è: all’interno del criticabile novero delle rendite parassitarie sono da considerarsi più gravi quelle create da storia secolare di famiglie e attività locali o quelle figlie di un colpo di biro che in un quarto d’ora ha cambiato le sorti di immobili pubblici?”