A Firenze i “lavori in corso” diventano spesso “lavori eterni” e, siccome chi dovrebbe fare non fa, e chi dovrebbe controllare non controlla, sono i residenti a suonare la sveglia
I fiorentini, notoriamente brontoloni e sarcastici — al punto che, per ricordar loro che non è cosa buona e giusta osare contestare il soviet fiorentino, è stato scomodato perfino Savonarola — non si fanno intimorire da un manipolo di concorrenti della “Corrida”, e proseguono dritti con la loro forma di protesta civica, ironica e incisiva.
Dopo il lancio dell’iniziativa “Adotta la tua transenna del cuore”, ecco che in via del Porcellana i residenti festeggiano il primo compleanno dei lavori fantasma di Publiacqua, che avrebbero dovuto concludersi a fine mese. Ieri, 24 marzo, si è svolta in loco una festa partecipata “per rendere omaggio a questo monumento del degrado amministrativo”. E, puntualmente, i residenti (e non solo) si sono recati sul posto con addobbi, cotillons e la torta (di cartone) di circostanza.
La strada, per la cronaca, è chiusa da un anno nel tratto compreso fra via Palazzuolo e via della Scala, e i lavori si sarebbero dovuti concludere il 15 ottobre 2025, solo per essere poi di volta in volta prorogati fino al prossimo 31 marzo — e ora già oltre. Un tratto di strada lungo poco più di 50 metri che, in quest’anno, ha visto succedersi diverse ditte appaltatrici.
Elena Bernardini, commerciante e residente, la butta sul ridere, ma è molto dura: “Ci avranno lavorato in tutto per tre mesi e noi ormai ci siamo affezionati a vederla in queste condizioni, così abbiamo deciso di offrirle una festa di buon compleanno. Però è uno scempio”.
Una situazione, peraltro, che in quest’anno ha creato non pochi problemi d’igiene: “È una strada dove ci sono blatte che salgono negli appartamenti, con un fetore non indifferente. Se si vuole riportare i fiorentini nel centro, questo è il modo migliore per farli scappare, perché non puoi neanche farli entrare in casa”.
“Questa è una strada che ha bisogno di particolari attenzioni: se i cantieri li fai durare una vita, vuol dire che quella strada la perdi, perché i cantieri “riparati”, chiusi, incentivano a utilizzarli per drogarsi, per spacciare, per urinare e per dormire”.
“Dopo dodici mesi i lavori sono ancora lì, fermi su pochi metri di strada – l’attacco di Jacopo Cellai, consigliere regionale di Fratelli d’Italia -. È vergognoso che per un intervento così limitato si debba attendere così tanto tempo, con disagi quotidiani che pesano su chi vive e lavora nella zona, dopo settimane di totale incuria in cui nell’area di cantiere deserta si vedevano solo rifiuti, blatte e topi. Chiediamo tempi certi, risposte chiare e soprattutto il rispetto per una comunità che merita strade riqualificate e non cantieri infiniti”.
Palazzo Vecchio (ovviamente) oggi ci fa sapere che i lavori termineranno a breve — sempre il verbo coniugato al futuro — e, intanto, sposta a fine aprile la nuova data di consegna.


