Il mistero del Cumulus Chimaerae: la discarica che cresce più veloce delle promesse della Giunta
Se la coerenza fosse un’unità di misura, in via della Chimera saremmo ormai fuori scala. Tutto ritorna ufficialmente agli onori delle cronache il 22 Gennaio scorso, quando undici consiglieri di opposizione decisero di fare una gita fuori porta per denunciare quello che era già allora un ammasso di rifiuti debordante sulla strada da anni. Sembrava l’inizio di una rapida risoluzione e invece era solo il prologo di una commedia degli equivoci burocratici.
Il 12 Febbraio, infatti, l’assessore Nicola Paulesu arrivò ai microfoni della radio con la sicurezza di chi ha il cronometro in mano: “Dateci sei mesi e risolveremo tutto”. Un impegno solenne, un patto con la città che fissava la parola “fine” intorno alla metà di agosto. Ma la politica fiorentina, si sa, ha un rapporto relativo con il tempo e oggi, a quattro mesi da quel primo allarme di Gennaio, scopriamo che il traguardo si è magicamente spostato. Non più i sei mesi promessi a Febbraio, ma un più vago e rinfrescante “entro fine estate”.
Nel frattempo, la situazione è talmente precipitata che l’opposizione, tornata ieri sul “luogo del delitto”, ha dovuto aggiornare il vocabolario scientifico battezzando quella montagna di spazzatura “Cumulus Chimaerae”. Non è più un semplice cumulo: è un monumento all’immobilismo che, anziché sparire, ha deciso di espandersi, quasi a voler sfidare le leggi della fisica e della pazienza dei residenti del Quartiere 2.
Il comunicato dell’assessore è un vero pezzo di bravura retorica. Ci parla di “valutazioni caso per caso”, di “fragilità sociali” e di una “sinergia interdirezionale” tra Ambiente, Patrimonio e Polizia Municipale. È quasi commovente pensare che, per rimuovere una discarica abusiva, si debba attendere l’allineamento dei pianeti burocratici e la risoluzione dei massimi sistemi del welfare. Pare che a Firenze non si possa impugnare una scopa se prima non è stato redatto un trattato sociologico sui nuclei occupanti. L’obiettivo dichiarato sarebbe restituire decoro e sicurezza, ma per ora l’unica cosa che è stata restituita ai fiorentini è la consapevolezza che le scadenze della Giunta sono mobili come le dune del deserto. Prepariamo i ventagli: l’estate sarà lunga, e il “Cumulus Chimaerae”, con questo caldo, promette di diventare un’esperienza sensoriale indimenticabile. Ci risentiamo a fine estate… o alla prossima proroga autunnale.


