Via San Gallo, residenti contro le torri dell’ex Ospedale militare: «Siamo murati in casa»

I residenti di via San Gallo hanno manifestato oggi contro la costruzione dell'hotel di lusso con le due torri di 23 metri davanti alle loro finestre

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Esposto in Procura e petizione del comitato Salviamo Firenze contro il maxi intervento turistico nel centro storico: perdita di luce, skyline alterato e dubbi urbanistici

 

Firenze, 24 gennaio 2026 – In via San Gallo il conflitto tra residenti e la grande trasformazione urbana che denunciano come calata dall’alto è ormai esploso apertamente. Al centro della contestazione c’è il maxi intervento a destinazione turistico-ricettiva che prende il posto dell’ex Ospedale militare: un complesso di lusso che nonostante sia ancora in via di realizzazione, secondo chi ci abita di fronte, ha già cambiato radicalmente la qualità della vita quotidiana. Le due torri alte 23 metri costruende nella corte interna, a pochi metri dalle finestre, vengono indicate come la causa principale della perdita di luce, aria e riservatezza, oltre che di un impatto giudicato incompatibile con il paesaggio del centro storico.

E oltre ai cartelloni di protesta, ora arrivano anche le carte giudiziarie. I residenti, riuniti nel comitato Salviamo Firenze per viverci, dopo una manifestazione in strada hanno annunciato la presentazione di un esposto alla Procura. Dieci i firmatari, assistiti dall’avvocato Urbano Rosa e supportati da consulenze urbanistiche. Alla magistratura viene chiesto di svolgere «urgenti accertamenti atti a verificare la legittimità e conformità urbanistica ed edilizia degli interventi in corso e, se del caso, disporre l’immediata sospensione dei lavori in corso, ai sensi dell’art. 27 D.P.R. 380/2001, anche valutando, in presenza dei presupposti, l’adozione di misure cautelari reali (sequestri) delle aree e degli immobili interessati e assumendo ogni iniziativa ritenuta opportuna per la tutela, sia degli esponenti che del patrimonio storico, artistico e paesaggistico del centro storico fiorentino».

Lìedificio turistico di lusso che sta nascendo in via San Gallo
L’edificio turistico di lusso che sta nascendo in via San Gallo

Sarebbero numerosi i profili critici che meritano approfondimento per il comitato, il legale e gli urbanisti: dalla possibile alterazione delle volumetrie nelle corti storiche a presunte anomalie procedurali, fino a potenziali violazioni della normativa nazionale in materia di tutela dei beni culturali, pianificazione urbanistica e paesaggistica.

Parallelamente all’azione legale, i residenti hanno promosso anche una mobilitazione civica. È stata infatti lanciata la petizione “Rivendichiamo il diritto alla luce del sole”, che verrà consegnata a Palazzo Vecchio e che ha già raccolto 114 firme. «Vogliamo continuare a vivere e lavorare qui. Fermiamo il cantiere. Non vogliamo una città da 20.000 euro al metro quadro», è il messaggio che accompagna l’iniziativa.

Nel mirino finisce anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale. «La giunta, da novembre 2025, sta difendendo questo progetto e il suo iter e ha più volte dichiarato che non è di sua competenza valutare gli effetti sul mercato immobiliare che provocherà – afferma Massimo Torelli, coordinatore di Salviamo Firenze –. Vediamo se ai residenti che si stanno mobilitando, segnalando l’insostenibilità di questo progetto per la loro vita quotidiana, verrà data una risposta diversa». Torelli allarga poi lo sguardo a una tendenza più generale: «Sulla stampa ha trovato spazio il “cubo nero”, ma Firenze è piena di cubi. Siamo una città, non un cubo con piscina. Qui accanto c’è il Four Seasons, poi il nuovo cubo di viale Lavagnini, viale Belfiore… Ormai è uno standard costruire un cubo con piscina sul tetto, che deve avere vista Duomo e quindi va fatto alto per vederlo».

cartelloni di protesta appesi dai residenti di via San Gallo alle finestre
Cartelloni di protesta appesi dai residenti di via San Gallo alle finestre

Le testimonianze dirette restituiscono la misura del disagio. «Prima casa mia aveva luce, aveva aria, l’ospedale militare non impattava – racconta Lisa Lionelli, che abita in via San Gallo di fronte al cantiere –. Avevo tutto libero davanti fino a via Cavour. Improvvisamente è arrivata questa torre che blocca la luce e l’aria, ed è ancora solo uno scheletro. Sono basita: non pensavo che in area Unesco, con case del 1300, si potesse realizzare un intervento così invasivo e così vicino alle abitazioni». Lionelli racconta anche di aver messo a confronto fotografie del “prima e dopo”: «Ho fatto un post con “trova le differenze” che sta girando molto. Ma quelle differenze io le subisco ogni giorno».

Sulla stessa linea Nicoletta Del Greco, anche lei residente di via San Gallo: «Prima avevamo una vista aperta sui tetti e su una parte storica della città, ora ci troviamo davanti una specie di monolite che non ha senso di esistere. Non sono contro il moderno nell’antico, esistono esempi bellissimi nel mondo, ma questo è fuori contesto: un pugno in un occhio e un’offesa al diritto dei cittadini di avere spazi dedicati, che nel centro storico mancano». E aggiunge: «Non è solo un problema estetico, ma di vivibilità. Penso a tutto quello che si sarebbe potuto realizzare in quei 22mila metri quadrati: spazi per anziani, per famiglie con bambini. Quando i miei figli erano piccoli non avevo luoghi sportivi dove portarli e ancora non ci sono». Restano poi interrogativi aperti sul futuro di altri immobili pubblici, come quello di via Micheli: «È brutto dirlo, ma sembra che ci stiano mandando fuori dal centro storico».

Una residente mostra alla stampa com'è cambiato il panorama dalla sua casa: adesso il grande hotel le toglie luce, un domani le toglierà pure la privacy
Una residente mostra alla stampa com’è cambiato il panorama dalla sua casa: adesso il grande hotel le toglie luce, un domani le toglierà pure la privacy

Anche il vicino Sergio Paderi ammette di essere rimasto spiazzato: «Nessuno di noi si era reso conto della portata del progetto. Pensavamo a un recupero di edifici seicenteschi e settecenteschi, e quindi a qualcosa di positivo. Poi mi sono trovato davanti due cubi che fanno a cazzotti con l’esistente: fabbricati storici, con volte, come era organizzato un ospedale, violati da due blocchi di vetro e cemento nei cortili. È come se nel vostro cortile spuntasse all’improvviso un birillo alto 23 metri. Nel centro storico di Firenze non esistono edifici privati di questa altezza, a parte le torri medievali. Questo pezzo di città viene praticamente stuprato da un birillo nato dal nulla, sorto in pochissimi mesi, con una velocità che non ti lascia neppure il tempo di reagire».

L’esposto, spiega l’avvocato Urbano Rosa, «nasce da un’evidenza empirica: i residenti hanno potuto constatare direttamente il danno enorme prodotto dall’edificazione di due torri quasi dieci metri più alte di tutti i palazzi circostanti». I frontisti si sono quindi messi in contatto, tramite il comitato, «con due noti urbanisti che nei loro accertamenti hanno rilevato numerose criticità di natura edilizia, urbanistica, paesaggistica e procedurale. Per questo abbiamo ritenuto di porre la questione all’attenzione della magistratura». Il progetto, aggiunge il legale, «è fortemente impattante sullo skyline e sul tessuto urbano», motivo per cui l’esposto è stato presentato dai cittadini di via San Gallo «prima di trovarsi di fronte a una situazione di fatto ormai compromessa, come purtroppo già accaduto in altri interventi sul territorio».

Salviamo Firenze per viverci sostiene la protesta dei residenti di via San Gallo

Tra i tecnici coinvolti c’è anche l’urbanista Daniele Vannitelli: «L’altezza dei due edifici sarà equivalente a condomini di 7-8 piani. Gli edifici limitrofi sono di 2, 3 o 4 piani: si arriva dunque a un’altezza almeno doppia rispetto al contesto. Inoltre si costruisce nella corte interna dell’isolato. I piani strutturali del Comune di Firenze, sia quello del 2010 che quello del 2025, ribadiscono invece la necessità di liberare le corti da edifici incongrui. Qui avviene l’opposto. Anche il piano paesaggistico della Regione Toscana vieta la costruzione di edifici all’interno delle corti».

Secondo Vannitelli, «questa situazione richiama l’Italia degli anni ’50 e ’60, ben rappresentata nel film Le mani sulla città di Francesco Rosi». E ricorda come già la Carta di Gubbio del 1960 indicasse la necessità di non aggiungere nuovi volumi nei centri storici, principio poi rafforzato dal decreto del 2 aprile 1968, che stabilisce come le nuove edificazioni non debbano superare l’altezza degli edifici circostanti.

Per ora c'èsolo lo scheletro, domani in via Sab n Gallo ci sarà una struttura ricettiva e turistica di super lusso che sovrasterà le case dei pochi residenti fiorentini rimasti
Per ora c’èsolo lo scheletro, domani in via Sab n Gallo ci sarà una struttura ricettiva e turistica di super lusso che sovrasterà le case dei pochi residenti fiorentini rimasti

Critica anche la professoressa Ilaria Agostini, docente di Urbanistica all’Università di Bologna, che segnala anomalie nell’iter concessorio: «Il piano regolatore urbanistico del 2015 ha creato, sulle aree di trasformazione, un vuoto previsionale e normativo, con schede norma praticamente vuote. Questo vuoto è stato colmato con volumi privati destinati al turistico-ricettivo e alle residenze di lusso, funzioni che non rispondono ai bisogni reali della cittadinanza». Punta poi il dito sui risultati del concorso architettonico, che avrebbe creato un corto circuito tra tecnica, politica e mercato immobiliare.

Quanto alla tutela paesaggistica, «la situazione non è migliore», osserva Agostini, ricordando come una variante comunale del 2018 abbia di fatto indebolito l’obbligo di restauro sui beni tutelati, aprendo la strada anche a demolizioni: «Il Comune ha delegato di fatto la propria competenza, rinunciando al ruolo di garante di uno sviluppo urbano corretto».

Al posto dell'ex Ospedale militare un hotel ristorante di lusso alto il doppio delle case circostanti
Al posto dell’ex Ospedale militare un hotel ristorante di lusso alto il doppio delle case circostanti

«Siamo murati in casa», sintetizzano infine i residenti di via San Gallo in una nota, descrivendo un impatto già oggi «devastante»: perdita totale della luce solare per gli appartamenti affacciati sulla corte, cancellazione del paesaggio urbano, altezza della nuova edificazione di quasi dieci metri superiore a quella degli edifici circostanti e, in prospettiva, la perdita della privacy a causa delle terrazze panoramiche previste dal progetto.