Watchdog – Accattonaggio con animali: fenomeno fuori controllo a Firenze. La proposta di Scavullo: “Sequestro immediato e affidamento”

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Il fenomeno dell’accattonaggio con animali continua a essere oggetto di attenzione sul territorio fiorentino, tra segnalazioni dei cittadini e richieste di intervento rivolte alle istituzioni.

 

A tornare sul tema è Simone Scavullo, Presidente del Comitato Cittadini per Firenze e attivista animalista, da anni impegnato sul tema attraverso iniziative pubbliche, manifestazioni e attività di sensibilizzazione.

Scavullo evidenzia come, sul piano sociale, sia necessaria “una distinzione tra chi si trova in una condizione di difficoltà e utilizza l’animale come compagno di vita, e chi invece impiega gli animali all’interno di dinamiche di sfruttamento finalizzate al guadagno”. Una distinzione che, secondo la sua posizione, dovrebbe essere “centrale” anche nell’impostazione degli interventi istituzionali.

Nel corso degli anni sono state promosse due petizioni che hanno raccolto complessivamente oltre 10.000 firme, entrambe protocollate presso il Comune di Firenze e la Regione Toscana. Nonostante ciò, secondo quanto riferito dall’attivista, non sarebbero stati adottati “provvedimenti strutturali risolutivi”.

Un ulteriore aspetto riguarda la gestione operativa del fenomeno. In base a comunicazioni e segnalazioni raccolte sul territorio, gli interventi della Polizia Municipale risulterebbero limitati e non sempre accompagnati dall’applicazione sistematica delle sanzioni, ritenute di difficile efficacia nei confronti di soggetti in condizioni di marginalità sociale.

Negli ultimi mesi, inoltre, operazioni riportate anche dalla stampa, tra cui La Repubblica, hanno portato al sequestro di alcuni cani presenti sul territorio fiorentino, riconducibili a circuiti di provenienza estera.

Si tratta di animali dotati di microchip e documentazione europea, formalmente regolari, ma che secondo alcune ricostruzioni verrebbero impiegati nell’ambito dell’accattonaggio.

Nei mesi scorsi è stato inoltre presentato un esposto alla Procura della Repubblica per approfondire gli aspetti legati alla gestione del fenomeno e alle condizioni degli animali coinvolti.

Con l’avvicinarsi della stagione estiva, cresce anche l’attenzione sugli effetti delle alte temperature e sulla permanenza prolungata degli animali in strada, spesso esposti al sole e all’asfalto surriscaldato.

Tra le proposte avanzate vi è quella di “intervenire a livello regolamentare”, introducendo il “sequestro immediato” degli animali impiegati nell’accattonaggio e il successivo “affidamento”, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno attraverso “un deterrente diretto”.

Resta ora da capire se e come le istituzioni locali intendano affrontare una questione che continua a sollevare dibattito tra tutela animale, aspetti sociali e ordine pubblico.