Via Palazzuolo, dovevano esserci le botteghe artigiane: ma spuntano kebab, depositi bagagli e souvenir

Fondazione CR Firenze e il Comune di Firenze

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Il progetto della Fondazione CR Firenze aveva promesso ateliers e artigianato, ma spuntano kebab, canne fumarie abusive, depositi automatici e fondi trasformati in dormitori. I residenti: “È un paradosso”

 

Via Palazzuolo avrebbe dovuto trasformarsi in un laboratorio a cielo aperto per il rilancio dell’artigianato locale. Il progetto “Recreos”, promosso dalla Fondazione CR Firenze, prometteva di restituire dignità a una delle strade più trascurate del centro, puntando sul recupero dei fondi sfitti per ospitare botteghe artigiane e atelier d’artisti. Ma il Corriere Fiorentino oggi ci racconta ben altra storia. Invece dei laboratori di ceramica, falegnameria o sartoria, si moltiplicano le attività che poco o nulla hanno a che fare con l’identità artigiana fiorentina. Tra i nuovi ingressi: locali di kebab senza insegne, depositi di lenzuola per affitti brevi, negozi automatici per il deposito bagagli e bazar turistici.

Al civico 97 rosso, racconta Il Corriere,  si apre un fondo colmo di biancheria. Lenzuola e asciugamani per i B&B della zona vengono accumulati in grandi sacchi verdi, gestiti da operatori asiatici che li smistano verso le case vacanza del centro storico. Non c’è insegna. Poco più in là, al civico 134 rosso, altri sacchi e altre lenzuola: secondo i residenti, alcune persone ci dormono anche.

Al civico 170 rosso, un “Luggage Storage Hub” offre armadietti automatizzati per turisti. Zero personale, solo un QR code da scansionare. Di fianco, una bottega vende valigie, calamite e portachiavi, anch’essa priva di insegna. La proprietaria, di origine nordafricana, dichiara di aver acquistato il fondo da un italiano.

Il caso più contestato è forse quello del kebab al civico 132 rosso. All’esterno, solo immagini di piatti orientali. Dentro, una cucina senza canna fumaria a norma. I fumi invadono le finestre degli appartamenti di fronte, raccontano gli abitanti esasperati.

«Stiamo vivendo un paradosso», denuncia  il comitato civico Palomar, che da anni si occupa del degrado nella zona. Secondo il comitato, da quando è stato annunciato Recreos, la strada ha visto aprire esercizi commerciali ben lontani dallo spirito originario dell’iniziativa.

È l’ennesimo esempio di trasformazione della strada in un corridoio per flussi turistici rapidi e impersonali. Probabilmente anche una diretta conseguenza dello spostamento dell’hub dei bus turistici a Piazza Vittorio Veneto, che rende Via Palazzuolo un passaggio obbligato verso il centro storico della città. E finché il mercato dei fondi sarà governato da logiche speculative, via Palazzuolo rischia di rimanere un’occasione mancata.

Foto: Copyright Fondazione CR Firenze