Vendemmie “super”, ma vini invenduti e carenza di manodopera. I furti non risparmiano chiese, giornali né licei, ma il fascismo non c’entra nulla. La Firenze sui giornali di sabato 30 agosto

GERMOGLI PH: 20 OTTOBRE 2017 SCANDICCI I LUOGHI ATTIGUI ALLA TRAMVIA DOVE SI CONSUMA SPACCIO DI DROGA SIRINGHE NELLA FOTO FABIANA PULICI CONSIGLIERA 5 STELLE

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Mentre ancora nel PD si dimenano per trovare una quadra elettorale, col listino bloccato in bilico, Elly Schlein che andrà domani alla festa dell’Unità di Portoferraio e AVS che «sogna tre seggi e la vicepresidenza» (tutte notizie di Repubblica Firenze), ciò a cui assistiamo è l’allargarsi della criminalità e la diminuzione degli introiti in economia. Nonostante la «vendemmia super» vantata su La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, sono tuttavia queste stesse testate, in particolar modo la prima, a lasciar filtrare ammissioni di mancanza di manodopera e di vini invenduti: si parla addirittura di un 13.6% sul totale del raccolto, con un allarme lanciato nientepopodimeno che da Lamberto Frescobaldi, le cui cantine neanche si salvano, in un’intervista sul secondo rotocalco testé citato. «Dazi e guerre non ci aiutano», ha detto; «Mancano le braccia, ci salvano gli stranieri», fa eco il presidente di Confagricoltura Firenze. Oltre agli strascichi dei dazi, quindi, continuano anche quelli della “battaglia del cubo bianconero”: sul Corriere Fiorentino è uscita addirittura una mappatura di tutti gli analoghi obbrobri sotto forma di resort, alberghi e studentati di lusso autorizzati dopo il cubo (appartamenti anche a 7.000€ a notte, informa La Nazione Firenze), con l’ex sindaco Nardella che, dalla tronfiezza con cui li esaltava, adesso se ne tira pilatescamente fuori: «Sull’estetica nessun potere», dice, anodino, tramite Il Tirreno Firenze. Dal solo cubo, adesso, nella sintesi di Eike Schmidt fornita dal Corriere, finisce «sotto accusa un’intera stagione urbanistica». Il tutto mentre, sempre in ambito alloggi e turismo, si inasprisce lo scontro tra albergatori e affittuari brevi (di cui ha parlato Il Tirreno), mentre quelli “normali” sono sempre più proibitivi: secondo Il Tirreno Firenze, possono arrivare persino a fagocitare «metà stipendio», il 43.7% della retribuzione media di un operaio. Una camera ben più infame, la 205 dell’ex Astor, può tuttavia far intravedere spiragli verso ulteriori progressi nel caso Kata, laddove è stato rinvenuto e verrà esaminato l’orsacchiotto della bambina, sul quale però le tracce rinvenute non sono né sue né dei suoi familiari, a quanto riporta La Nazione Firenze. Tutt’attorno, la delinquenza di ogni tipo e sfumatura non conosce posa. Il Corriere Fiorentino, in un trafiletto, ha informato i suoi lettori del furto avvenuto ai danni della propria stessa sede, come di quelli verificatisi al Machiavelli e alla Basilica di Santa Trinita (La Nazione Firenze), azioni tutte unite dal modesto bottino di poche monete, però consapevolmente ricercate. Alla stazione di Santa Maria Novella non è mancato neppure il ladro, nordafricano, che ha cercato di derubare con violenza un’anziana della sua catenina, per poi, fermato «da un turista australiano» (Corriere Fiorentino) «presente nell’area della biglietteria» (La Nazione Firenze), chiedere egli stesso l’arresto per evitare ritorsioni da parte di altri spacciatori per questioni di droga, nella versione dal ladro stesso fornita. Come la lotta contro il cubo, anche quella contro l’in-cubo di via Palazzuolo, lanciata e condotta dal Comitato Palomar, prosegue: e così sul tavolo della redazione del Corriere Fiorentino arrivano altre testimonianze e fotografie dell’insostenibile situazione “statunitense” dei cumuli di rifiuti interrotti solo dai tanti consumatori di crack sdraiati per strada e sui marciapiedi. Scagiona però ogni movente “fascista”, “intollerante” e “di odio” la scoperta del vandalo della targa di piazza Dalmazia: non un prodotto delle “destre che diffondono odio”, ma del PD che non sa amministrare le città, il nordafricano «in stato confusionale» che si è arrampicato sul cippo facendo cadere e rompere la lapide. L’identificazione, avvenuta tramite telecamere, ha costituito fonte di dettagliate notizie su tutti e quattro i principali giornali fiorentini, ovverosia le sezioni locali di Repubblica, Corriere, Nazione e Tirreno. Chi invece resta solo e abbandonato, denuncia l’ANT sulle colonne della terza, sono i malati oncologici, di cui solo il 35% riceve appena le cure palliative e 16 tra medici e infermieri vengono lasciati ad assistere una media giornaliera di 320 pazienti. Chi si è indignato per l’attacco a Giani, proprio nel loro nome, avrà la coerenza e il buon gusto di occuparsene davvero? (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli