Smog invernale, perché l’aria resta inquinata anche con meno auto in strada: le vere cause del PM10 a Firenze: legna, pellet e caldaie obsolete pesano più del traffico nei giorni di sforamento
Di Roberto Vedovi
Il grafico PM10 a Firenze 2018-2025 (una rappresentazione visiva dei livelli di inquinamento dell’aria dovuti alle polveri sottili) evidenzia uno schema stagionale molto netto: picchi elevati in inverno (spesso oltre 100-150 µg/m³ nelle centraline di traffico) e valori bassissimi d’estate. La tendenza generale, però, resta piuttosto stabile negli ultimi anni, senza un calo deciso e strutturale nonostante i divieti progressivi sulle auto più inquinanti. Perché non scende di più?
Colpevolizzare solo il traffico è fuorviante e riduttivo.
Colpevolizzare solo il traffico è fuorviante e riduttivo.
Il traffico veicolare contribuisce sì al 30-40% del PM10 (soprattutto da NOx, che sono i gas inquinanti prodotti soprattutto dalle combustioni ad alta temperatura, gomme e freni), ma è solo una parte del problema. La combustione di biomassa (legna, caminetti, stufe a pellet e caldaie a legna) pesa in inverno fino al 50-60% del PM10 totale, secondo ARPAT e Legambiente, ed è la fonte dominante nei giorni di sforamento. Il riscaldamento a gasolio è in forte calo (sostituito da metano e pompe di calore), ma permangono ancora impianti vecchi e inefficienti che emettono di più. Le condizioni meteorologiche (inversioni termiche, alta pressione, scarsa ventilazione) giocano un ruolo decisivo: intrappolano gli inquinanti e spiegano gran parte della variabilità anno per anno.
In pratica, i provvedimenti sul traffico (Scudo Verde, stop Euro 4/5 diesel) hanno prodotto risultati visibili sul NO₂ (biossido di azoto) e un contributo positivo al PM10, ma non bastano da soli a invertire la tendenza. Senza controlli più stringenti e rapidi sulla legna domestica (divieti effettivi, incentivi massicci per sostituzione caldaie, sanzioni reali), il PM10 resta stagionalmente critico.
È tempo di smettere di puntare il dito solo sulle auto: il traffico è un fattore, certo, ma non è il mostro principale. Il vero “colpevole nascosto” è il camino di casa, specie nelle periferie e in collina, che in inverno scarica nell’aria la maggior parte del particolato. E quel traffico, sempre più congestionato, è spesso aggravato dagli infiniti cantieri e dai viali ridotti a viuzze, che costringono le auto a marciare a passo d’uomo, aumentando emissioni da accelerazioni/frenate continue e da usura. Firenze ha bisogno di un piano integrato che colpisca tutte le fonti, non solo quella più facile da fotografare. Altrimenti il grafico continuerà a disegnare la stessa onda invernale per altri anni.

Foto Copertina: Copyright Fotocronache Germogli
