Altro che Notting Hill fiorentina: via Palazzuolo oggi è il primo, clamoroso esempio di rigenerazione urbana fallita targata Funaro
La bellezza e il decoro promessi dal progetto Recreos, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze insieme al Comune di Firenze, parlavano di rigenerazione urbana dell’area di via Palazzuolo, nel cuore del centro storico.
Un progetto pensato per “riattivare il tessuto commerciale e artigianale locale, promuovendo le eccellenze che da sempre caratterizzano il territorio”.
“L’obiettivo è riportare vita nelle strade, sostenendo la riapertura di botteghe storiche e l’insediamento di nuove attività legate all’artigianato di qualità e alle gallerie d’arte, affinché questa parte di città possa tornare a essere una Firenze vissuta in modo nuovo e sicuro per tutti, residenti in primis”, si legge ancora oggi nelle pagine web di Recreos.
Il costo? Una modica cifra: 1,5 milioni di euro solo per il 2025, con la rassicurazione — alla vigilia di Natale 2024 — che il progetto avrebbe avuto durata pluriennale.
Il perno dell’iniziativa sarebbe stato il ripristino della vocazione creativa e artigianale della via, coinvolgendo giovani artisti, artigiani e imprenditori sociali e culturali, grazie all’utilizzo di oltre 40 locali oggi sfitti e abbandonati. Il tutto per allontanare degrado, violenze e spaccio, in cambio di soldi a babbo morto.
L’ambizione era far rivivere e riabitare la strada con servizi, spazi condivisi e addirittura una portineria di quartiere come punto di riferimento per residenti e commercianti.
“Tranquilli”, disse il presidente della Fondazione CR Firenze, Bernabò Bocca: niente promesse, ma fatti, perché “se alla fine del 2025 siamo al punto di oggi, vuol dire che l’iniziativa è fallita”. Annunciando anche verifiche dei progressi ogni quattro mesi.
La sindachessa Sara Funaro, sorridente davanti alle telecamere, ribadì: “Via Palazzuolo è una zona nella quale come amministrazione comunale abbiamo investito e stiamo investendo, e che ha iniziato a vedere un progetto di cambiamento. Ci sono basi importanti su cui lavorare”.
In molti ci hanno creduto, o quantomeno sperato. Soprattutto i residenti, che dopo aver visto scorrere tutto il 2025 senza alcun cambiamento sono esplosi.
Lo hanno fatto ieri pubblicato sui social l’immagine di uno degli artisti attratti nella via: un neo-dadaista, verrebbe da dire, che i residenti definiscono uno dei tanti “residenti in movimento” della zona che in pieno pomeriggio, tra via dei Canacci e via della Scala, ha messo in scena una performance artistica defecando sul marciapiede.
“Il rione è sempre lo stesso — scrivono i residenti — spaccio en plein air, consumo altrettanto, balordi in numero costante, spesso molesti”.
Nemmeno la chimera dell’affitto pagato da altri per tre anni è servita a trasformare — come si scriveva roboantemente appena un anno fa — via Palazzuolo in una sorta di Notting Hill nostrana.
E Bernabò Bocca, insieme alle sue promesse di verifiche trimestrali, a oggi risulta semplicemente non pervenuto.
