Non è una favola digitale né un titolo acchiappa-click. È un fatto, misurabile e certificato: l’8 e il 9 gennaio Connected è stata l’app più scaricata al mondo su App Store. Nel giorno del debutto ha superato colossi globali, mentre nelle ore successive si è giocata la vetta con Threads. Un risultato planetario che parte da lontano dai grandi hub tecnologici e nasce, invece, dentro una comunità precisa: quella degli studenti fiorentini.
Connected è un progetto ideato da Niccolò Giachi e Leonardo Artifoni, entrambi classe 2005, ex studenti del liceo scientifico Castelnuovo. Giovani nel senso più letterale del termine, senza retorica. Rappresentanti d’istituto, cresciuti tra Gavinana e Careggi, hanno vissuto in prima persona una contraddizione evidente: scuole piene di energie, iniziative, partecipazione, ma prive di uno spazio digitale strutturato, unitario, davvero pensato per gli studenti. Da qui l’idea di creare non un semplice social, ma uno strumento con ricadute reali.
Connected nasce come spazio digitale chiuso e protetto, riservato esclusivamente agli studenti delle scuole superiori. L’accesso è regolato da un doppio sistema di verifica – mail personale e mail istituzionale scolastica – che garantisce l’identità degli utenti ed elimina intrusioni esterne. Non è un dettaglio: è uno degli elementi che ha contribuito alla rapida diffusione dell’app, insieme alla scelta netta di non cedere dati a terzi e di non inserire pubblicità.
Dal punto di vista funzionale, Connected si presenta come una super app, più vicina ai modelli internazionali di WeChat o Alipay che ai social tradizionali occidentali. Un unico ambiente che integra comunicazione, informazione, partecipazione e intrattenimento, con l’obiettivo di organizzare la vita studentesca e non semplicemente di raccontarla.
Tra le funzioni più utilizzate c’è quella dedicata ai tornei sportivi studenteschi, un fenomeno in forte espansione in tutta Italia. L’app consente di seguire risultati, classifiche e statistiche delle squadre del proprio istituto; è già in sviluppo anche il live streaming delle competizioni. Un modello che ha attirato l’attenzione della Serie A, che ha espresso apprezzamento per l’impianto del progetto e per il suo potenziale formativo e aggregativo.
Accanto allo sport, Connected ospita contest musicali, come lo School Vision Song Contest, e una sezione dedicata agli eventi cittadini: mostre, iniziative culturali, appuntamenti per studenti, spesso accompagnati da agevolazioni e convenzioni. Ma il cuore dell’app resta il rapporto tra studenti e rappresentanti d’istituto. Attraverso comunicazioni dirette, aggiornamenti e contenuti condivisi, la distanza tra chi rappresenta e chi è rappresentato si riduce fino quasi a scomparire. È qui che emerge con chiarezza l’origine del progetto: un’idea nata dall’esperienza concreta della scuola.
In poco più di un anno e mezzo di lavoro, partendo da Firenze, Connected ha coinvolto 25 città italiane e 439 istituti scolastici, costruendo una rete nazionale prima ancora di diventare un caso globale. Attorno ai due fondatori si è formato un team di altri cinque cofondatori, una struttura giovane ma organizzata, capace di trasformare un’intuizione in una piattaforma scalabile.
Connected è gratuita, priva di advertising e sostenuta da un’associazione no profit. Una scelta controcorrente nel panorama delle app social, che punta alla crescita della comunità più che al profitto immediato. I numeri dei download, però, raccontano una storia chiara: la perseveranza e la coerenza progettuale possono ancora battere le logiche dei grandi player.
Il successo di Connected non è solo il successo di un’app. È il segnale di una Firenze capace di generare innovazione dal basso, partendo dai bisogni reali e da una scuola che torna a essere laboratorio di futuro. Non una meteora digitale, ma un modello che ora guarda oltre i confini italiani. E che, ancora una volta, parte da qui.

