FOCUS LFCV | Poderaccio, oltre cinque anni di promesse infrante: dal “maxi-intervento” al degrado permanente

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Nonostante i fondi per la sostenibilità, l’area non è mai stata bonificata, e il Parco Florentia è rimasto sepolto sotto tonnellate di rifiuti e degrado

 

Di Roberto Vedovi

Sono passati oltre cinque anni dalla chiusura del campo rom al Poderaccio, avvenuta il 13 Agosto 2020, un’operazione che l’allora sindaco Dario Nardella aveva presentato come il primo passo verso la rigenerazione dell’area. Eppure, oggi, nel 2026, Via del Poderaccio rimane l’ennesimo emblema di fallimento amministrativo: una discarica abusiva a cielo aperto, invasa da rifiuti tossici, accampamenti improvvisati e un degrado che mette a rischio l’ambiente e la salute pubblica. Le promesse di bonifica, prevenzione e trasformazione in un “polmone verde” – incluso il progetto Parco Florentia – si sono rivelate illusorie, con fondi europei React incassati ma apparentemente dissipati in azioni spot e dichiarazioni mediatiche.

Torniamo ai fatti. Il 7 Ottobre 2023, in un articolo di FirenzeToday, Il sindaco Dario Nardella e l’allora assessore all’Ambiente Andrea Giorgio annunciavano un “maxi-intervento” di pulizia: oltre 56 tonnellate di rifiuti rimossi, tra materiali pericolosi, ingombranti e rifiuti speciali. Nel video dell’ispezione sul posto, Nardella descriveva l’area come una “terra di nessuno” per anni e prometteva sforzi coordinati per “liberare la zona dai rifiuti” e “avanzare sui progetti per l’utilizzo futuro da parte dei cittadini”, con “nessuna pietà per i furbetti dei rifiuti”. Giorgio, dal canto suo, dettagliava azioni già intraprese: rimozione massiccia di rifiuti da parte di Alia, posizionamento di jersey per ridurre la carreggiata, recinzioni per ostacolare gli abbandoni e installazione di due fototrappole per catturare le targhe dei veicoli incriminati. Inoltre, annunciava, i lavori di ripristino sull’intera area, iniziati a maggio 2023, sarebbero stati ultimati “entro un mese”, con una campagna di sensibilizzazione per prevenire futuri scarichi.

Ma oltre due anni dopo quell’annuncio – e più di cinque dallo sgombero del 2020 – la realtà è ben diversa. Come documentato in queste foto del 18 Gennaio 2026, la zona è ancor più devastata: cumuli di scarti industriali, macerie edili, RAEE pericolosi, mobili e materassi abbandonati. Nulla è stato bonificato in modo duraturo; al contrario, nuovi scarichi abusivi hanno reso l’area un “ecodistretto dello smaltimento illegale”. Alle immagini si aggiungono denunce continue dei residenti: accampamenti abusivi, interventi sporadici e insufficienti, come emerso da report locali nel 2024 e 2025.
Dove sono finite quelle promesse? I lavori di ripristino, da completare entro novembre 2023, non hanno portato a nulla di concreto. Le fototrappole e le barriere? Evidentemente inefficaci, dato che furgoni e camioncini continuano a scaricare impunemente. Il Parco Florentia, 90 ettari di verde lungo l’Arno tra Quartieri 4 e 5, rimane un sogno sepolto sotto i rifiuti.  

I cittadini dovrebbero ricordarsi di chi ha sbagliato, e di anni di promesse non mantenute.