Non è lesa maestà, ma i messaggi di pace sui cassonetti colorati non è passato ai più.
Forse perché i fiorentini pensano che Firenze abbia bisogno di ben altri interventi urgenti?
Non l’hanno presa benissimo e si sono impermalositi di brutto, buttando ovviamente tutto in caciara politica Luca Milani (capogruppo Pd) e Stefania Collesei (presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione).
I sorrisetti di chi, davanti all’ideona dei “cassonetti della spazzatura colorati come messaggio di diritti, rispetto e responsabilità collettiva”, ha reagito così, forse nascono proprio dalla convinzione che, oggi, Firenze abbia urgenze diverse.
Facciamo un passo indietro e veniamo al contendere, ovvero all’aver osato, da parte del vicepresidente vicario del Consiglio comunale fiorentino Alessandro Draghi, del consigliere comunale Giovanni Gandolfo e del consigliere regionale Jacopo Cellai di Fratelli d’Italia, contestare l’idea in questi termini:
“Prima studiano un regolamento per rendere uniformi i dehors in centro storico, con tanto di color tortora obbligatorio per gli ombrelloni, poi si inventano i cassonetti arcobaleno. Proprio quei cassonetti, grigi e interrati per non impattare sulla vista di palazzi storici e monumenti, si vogliono colorare come fossimo al carnevale di Viareggio. Questa è la sinistra che amministra (male) Firenze. Diciamo un netto no a questo obbrobrio ideologico. Porteremo la questione in Consiglio comunale. I rifiuti non c’entrano un bel nulla coi diritti delle persone”.
I permalosi Luca Milani e Stefania Collesei replicano così: “I consiglieri di Fratelli d’Italia non perdono occasione per polemizzare. Anche sui cassonetti interrati per i rifiuti. Il progetto di avere cassonetti colorati, ideato da RFK Human Rights Italia in collaborazione con Plures Alia e patrocinato dal Comune di Firenze, punta a sensibilizzare i cittadini sul rispetto degli spazi comuni.
A differenza dei consiglieri di minoranza, che dopo i dehors cercano nuovi spunti provocatori, noi puntiamo sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla responsabilità condivisa verso l’ambiente e le persone.
Evidentemente ai consiglieri di Fratelli d’Italia non interessa avere una città pulita. Questi tre cassonetti, in via Martelli, via Ghibellina e piazza Stazione, ci vogliono ricordare che il rispetto degli altri, delle differenze e degli spazi comuni passa anche dalle azioni più concrete.”
Al di là, a nostro avviso, di una polemica inutile, mentre Firenze continua la sua parabola negli inferi della criminalità, resta l’impatto kitsch nel cuore della Firenze rinascimentale.
L’ideona di “Pitti rifiuti” ci sembra semplicemente inopportuna, perché parlare di diritti umani laddove si gettano i rifiuti non porta certo a una positiva assonanza mentale.
