L’ufficializzazione della nascita di Futuro Nazionale ha già procurato allarmi ed emorragie nella Lega, ora come ora sparita dal Consiglio regionale per la prima volta in 15 anni: l’unico suo eletto, Massimiliano Simoni, da sempre vannacciano e infatti deciso a passare col Generale, ha infatti annunciato di voler cambiare nome e logo dell’organismo che ne sorregge il mandato, rinominandolo Orizzonte 2027. Lo seguiranno, a vario titolo, deputati come il pisano Ziello e consigliere di quartiere come Barbara Innocenti; con lui anche Tommaso Villa, peraltro suocero di Salvini, resterà invece nella Lega il consigliere comunale Guglielmo Mossuto. Di lui La Nazione Firenze dice che «spera nella scalata» (entrerebbe infatti in Regione qualora Simoni optasse per il Parlamento), ma le sue parole citate su La Repubblica Firenze danno a intendere l’opposto, non senza una sensazionale, e forse sensazionalistica, rivelazione di una proposta di entrare addirittura nel PD. Simoni stesso, come il commissario della Lega Crippa, è stato intervistato da Corriere Fiorentino e Il Tirreno, ammettendo senza peli sulla lingua che quello col partito di Salvini è stato solo «un matrimonio d’interesse», essendovi entrato solo per seguire Vannacci. Per ora sordo alle richieste di dimissioni, ha definito «disastrosa» la gestione Ceccardi, definita costei «un ectoplasma». Crippa, intervistato anch’egli dal Tirreno e da La Nazione Firenze, ha parlato di «lealtà non ricambiata», ricordando a Vannacci tutto quanto la Lega ha fatto per lui, a partire dal farlo eleggere, per portare soltanto cocenti sconfitte. In una zona grigia, al momento, il deputato pratese Claudiu Stanasel, intenzionato a passare anche lui a Futuro Nazionale ma al quale Salvini vorrebbe offrire la candidatura a sindaco di Prato, secondo il Corriere Fiorentino. Brutta situazione, in effetti, quella venutasi a creare per il Carroccio alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali come Prato, Arezzo, Pistoia e Viareggio. Il PD, da parte sua, deve fronteggiare problemi analoghi, ma esterni: al Poggio Imperiale la giunta Funaro ha dimostrato ancora una volta la falsità e l’ipocrisia della sua retorica «aperta al dialogo», decidendo di far partire ugualmente il cantiere nonostante la dichiarata e manifestata opposizione dei residenti all’apertura dell’ennesimo affittacamere con ristorante, mandando ruspe oltretutto in una strada privata. La lotta è sostenuta in sede istituzionale dal consigliere Sabatini (Lista Schmidt), che ieri ha formulato una richiesta di accesso agli atti e che in maniera incoraggiante afferma che «se l’istruttoria è ancora in corso, forse siamo ancora in tempo a fermare un possibile scempio», riporta il Corriere Fiorentino. In Piazza Beccaria si è infine deciso per il «taglio delle mura del ‘300» (La Repubblica Firenze) in corrispondenza dell’arrivo della pietra serena e del «montaggio del tubone» che inizierà lunedì (La Nazione Firenze), mentre «chiude via de’ Pucci, ma non riapre via dell’Agnolo», titola il Corriere Fiorentino a proposito del «labirinto di divieti» e lavori nel centro storico, con tutto il corredo di pericoli e disastri in caso di emergenza. Sul fronte universitario è persino la consigliera Del Re (Firenze Democratica) a smentire la propaganda dell’ARDSU ribadendo, come i suoi precedenti contestatori, che «DSU ed enti pubblici potevano fare di più», e rammentando come dal 2022 non si sia fatto niente per ampliare i posti letto pubblici per studenti a Firenze. Giorgio, da parte sua, quando vuole gli agenti li trova: La Repubblica Firenze informa che da qui ne partiranno ben 100 per le Olimpiadi, generando l’ovvio allarme e scontento del SIULP per i turni che rimarranno scoperti. Dalle RSA invece sono in cinque a dimettersi definitivamente da Villa degli Etruschi a Suvereto, citando orari massacranti che in alcuni casi arrivano persino a 12 ore (Corriere Fiorentino). Approvato intanto l’aumento dei canoni di occupazione del suolo pubblico per i dehors nel centro storico, informano La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze; nonostante l’inchiesta sulla moda propiziata dai fatti pratesi, menzionata ancora da La Nazione, non viene toccato il punto vendita di Piazza Italia ai Gigli, che continua tranquillamente i suoi affari, risulta da un articolo in tema della sezione fiorentina di quest’ultima testata. Aumenta invece la TARI in tutta la Toscana, registrandosi un +1.68% a Firenze (da 249 a 332€ nel 2025 rispetto all’anno precedente) secondo dati UIL riportati analiticamente soltanto da La Nazione, mentre Corriere Fiorentino e La Repubblica Firenze tentano di metterci una pezza paragonandola alla media nazionale. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
