Bambagioni: “Non c’è davvero differenza fra il fascismo e un certo tipo di comunismo che è stato altrettanto fascista, tuttavia per qualcuno questo concetto semplice non è chiaro, e la giornata della memoria sulle foibe scatena ancora bagarre in aula”
“Ci vuole una memoria storica autentica, senza ambiguità politiche”: queste le parole del consigliere Paolo Bambagioni, durante il Consiglio Comunale di ieri in occasione del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Bambagioni, che durante il suo intervento è stato più volte interrotto dal capogruppo PD Luca Milani, ha aperto denunciando l’assenza della sindaca, sottolineando come la sua presenza sarebbe stata fondamentale non solo per il dibattito sulla giornata commemorativa, ma anche per il confronto su temi legati alla memoria storica, come il “cubo nero” recentemente al centro delle discussioni politiche.
Nonostante le numerose interruzioni iniziali, Bambagioni ha sottolineato l’importanza di onorare le vittime delle Foibe, affermando che la memoria deve essere onorata non attraverso l’ambiguità, ma con la verità. Il consigliere ha fatto riferimento alla sofferenza degli italiani durante il regime di Tito, sottolineando come questa tragedia sia stata aggravata dall’oblio e dal silenzio che è durato decenni: “Gli italiani in quella situazione hanno subito una forte disumanità, hanno sofferto e la loro sofferenza è stata aggravata dalla rimozione dell’evento, dal silenzio che è durato anni e anni.”
Bambagioni ha inoltre ricordato le parole dei testimoni che hanno vissuto la tragedia delle Foibe, portando alla luce una verità che troppo spesso è stata celata: “Credo che per onore della verità ci si potrebbe anche sforzare di dire che queste persone hanno sofferto tragedie in mani per colpa dei partigiani di Tito, e molti dei nostri concittadini sono stati nei campi di concentramento comunisti di Tito”.
Secondo Bambagioni, vanno condannate senza ambiguità tutte le forme di violenza ideologica che hanno portato alla sofferenza di innocenti. Stragi che si ripetono ogni qual volta “l’ideologia si antepone all’umanità”. Il consigliere ha infine ribadito l’importanza di affrontare la memoria storica con coraggio, “dicendo pane al pane e vino al vino” senza alcuna concessione a rimozioni o falsificazioni: “Sennò diventa solo un cerimoniale vuoto.”
La verità, per Bambagioni, deve emergere forte e chiara: le vittime delle Foibe, i sopravvissuti ai campi di concentramento comunisti di Tito, meritano di essere riconosciuti per ciò che sono stati, senza censure politiche o ideologiche: “queste sono persone che a seguito della guerra hanno subito un genocidio, e al genocidio è subentrata anche la damnatio memoriae”. Il suo appello è un richiamo a trasmettere alle future generazioni il valore della verità storica, quale condizione imprescindibile per evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro.
