“Apprendiamo dalla stampa che domenica la Sindaca Funaro ha convocato a Palazzo Vecchio un maxi vertice sull’urbanistica: maggioranza al completo, assessori, staff e dirigenti comunali. Riunione a porte chiuse. E, se necessario, anche pranzo incluso. Quando c’è da parlarsi tra loro, la Sindaca c’è”. Comincia così l’affondo dei gruppi di Centrodestra e civici in Consiglio comunale.
“Quando invece c’è da riferire ai fiorentini nelle sedi istituzionali, in Consiglio comunale, troppo spesso non c’è”, incalzano Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Lista civica Eike Schmidt.
“Da mesi tutto il centrodestra chiede un confronto pubblico e trasparente sui temi che stanno cambiando il volto di Firenze: le grandi trasformazioni urbanistiche, le scelte che incidono su residenza e vivibilità, e i dossier più controversi”, ricordano i consiglieri di minoranza.
“Sul caso del cosiddetto Cubo Nero, già ad agosto, ci fu risposto con il classico ‘devo prima approfondire’. Sul Franchi, più volte, abbiamo registrato silenzi o risposte tardive. E sulle trasformazioni urbanistiche, il Consiglio comunale continua a essere trattato come una formalità, non come il luogo del confronto democratico”.
“Ora però scopriamo – incalzano – che la cabina di regia esiste: si riunisce domenica, a porte chiuse, con staff e dirigenti. Cosa dovremmo pensare? Che l’Aula sia troppo scomoda? La Sindaca non ritiene di fare un passaggio in Consiglio?”
“Ricordiamo un fatto: la maggioranza governa anche grazie a una legge elettorale che la favorisce, ma il Consiglio comunale rappresenta tutta la città e ogni gruppo ha diritto-dovere di esercitare controllo e chiedere conto”.
“Per questo, a nome di tutto il centrodestra, rinnoviamo l’invito alla Sindaca: venga finalmente in Consiglio comunale a riferire, con chiarezza e senza ulteriori rinvii”.
“E se preferisce un contesto diverso, ci adattiamo – concludono –: va bene anche un Consiglio davanti alle macchinette del caffè. Purché, almeno una volta, risponda ai fiorentini e a chi li rappresenta. Tutti”.
