In un colpo di scena a Palazzo Vecchio, l’assessore Letizia Perini annuncia la revoca dell’appalto per i lavori alla Piscina Paganelli, scatenando la furia del capogruppo M5S Lorenzo Masi che denuncia anni di ritardi, fondi pubblici sprecati e disagi per famiglie e società sportive del quartiere Novoli
In un’escalation di frustrazione che affligge da anni i residenti di Novoli, la Piscina Paganelli si conferma un altro buco nell’acqua, con l’annuncio shock della revoca dell’appalto alla ditta incaricata dei lavori, come rivelato dall’assessore Letizia Perini durante un question time oggi a Palazzo Vecchio, scatenando l’ira del capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi che ha dichiarato: “Finalmente emerge la verità sulla Piscina Paganelli”, puntando il dito contro la giunta che ha ignorato la sua interrogazione del 2025 rimasta senza risposta: “Ora si comprende perché la mia interrogazione a risposta scritta del 18 marzo 2025 (n. 510) non abbia mai ricevuto risposta: c’era qualcosa che non stava funzionando, e purtroppo a pagarne il prezzo sono stati ancora una volta i cittadini”.
La struttura, chiusa dal 2023 dopo soli pochi mesi di operatività e con lavori di rifacimento della copertura iniziati in piena pandemia che hanno accumulato ritardi su ritardi, era stata promessa per una riapertura nel 2026 secondo aggiornamenti comunali del 2025, ma ora questa revoca getta un’ombra su ulteriori slittamenti, con Masi che ripercorre una storia tormentata di varianti, affidamenti, proroghe e nuovi finanziamenti inclusi 900.000 euro dall’Avviso Sport e Periferie 2024, lamentando come “Da troppo tempo residenti, famiglie e società sportive del quartiere sono privati di un servizio essenziale – prosegue Masi – con gravi ripercussioni sulla qualità della vita e sull’attività sportiva. È inaccettabile che, dopo anni di lavori e centinaia di migliaia di euro spesi, si arrivi alla revoca di un appalto senza che il Consiglio e la cittadinanza siano stati adeguatamente informati”.
Mentre sopralluoghi e sollecitazioni alle ditte si susseguono senza esito concreto, come riportato in cronache locali che definiscono l’impianto una “storia infinita” con cantieri che procedono a rilento e aperture estive negate anno dopo anno, Masi esige “massima trasparenza su costi sostenuti, responsabilità, eventuali penali e soprattutto tempi certi per il completamento dei lavori e la riapertura dell’impianto. I cittadini non possono continuare a subire ritardi e disservizi senza risposte chiare”, in un contesto dove la piscina, un tempo fiore all’occhiello per lo sport periferico, rischia di diventare un monumento allo spreco pubblico con investimenti evaporati in burocrazia e inefficienze, lasciando la comunità senza spazi vitali per l’attività fisica e il benessere collettivo.
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