I dati ARPAT rivelano che Firenze è il capoluogo toscano con la percentuale più alta di suolo cementificato, con il 42,63% del territorio comunale coperto dal calcestruzzo. Una gestione urbanistica fallimentare che ha sacrificato la qualità della vita in nome dell’edilizia
Di Roberto Vedovi
Cementificazione: Firenze maglia nera. La città che mangia se stessa
I dati Arpat sono impietosi: Firenze è il capoluogo toscano con il più alto consumo di suolo. Con il 42,63% del territorio comunale cementificato, l’amministrazione ha permesso che quasi metà della città venisse soffocata dal calcestruzzo. Solo Forte dei Marmi fa peggio, ma per una città d’arte e cultura come Firenze, questo dato è il simbolo di una gestione urbanistica che ha preferito il mattone alla tutela del territorio. In tutta la Toscana sono stati mangiati oltre 142.000 ettari di suolo: un’area enorme sacrificata a interessi edilizi.
Aria irrespirabile: l’amministrazione ignora i limiti
Mentre il Comune si vanta di politiche “green”, i dati dicono l’opposto. A Firenze il problema si chiama biossido di azoto (No2): la centralina di viale Gramsci registra valori che sono quasi il doppio dei limiti di legge stabiliti dall’Unione Europea. Anche per quanto riguarda le polveri sottili (PM10), Firenze è maglia nera tra i capoluoghi. Questo dimostra il fallimento totale delle politiche di mobilità e di tutela della salute pubblica.
Gestione idrica e rischio alluvioni: si continua a sbagliare
L’urbanistica selvaggia ha conseguenze dirette sulla sicurezza. Cementificare significa togliere terra che assorbe l’acqua. Il rapporto Arpat evidenzia come il 45% dei corpi idrici presenti criticità, aggravate dagli sversamenti dovuti alle alluvioni. Invece di investire nel recupero degli ecosistemi fluviali, l’amministrazione continua a inseguire un modello di sviluppo che ignora il dissesto idrogeologico, mettendo a rischio i cittadini ogni volta che piove con intensità.
L’immagine che emerge è quella di un’amministrazione fiorentina che ha svenduto la città al cemento, incapace di garantire aria pulita e colpevolmente in ritardo sulla messa in sicurezza del territorio. Un modello urbanistico vecchio e dannoso che sta trasformando Firenze in una colata di cemento a discapito della qualità della vita.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli

