La repressione capillare sui cittadini: 597 multe al giorno per un sacchetto fuori posto, mentre le vere ferite aperte della città restano intatte
Di Roberto Vedovi
Veniamo a sapere che a Firenze nel 2025 hanno fatto oltre 30.000 verifiche sui rifiuti: 597 sanzioni al giorno in media, quasi 600 multe giornaliere solo per errati conferimenti e mancata differenziazione. Hanno beccato 181 evasori totali della Tari e “regolarizzato” oltre 1.600 utenze. Controlli intensi, telecamere, task force: la repressione sul cittadino che sbaglia il sacco è fortissima.
Ma guardate queste due foto specifiche, scattate proprio qui a Firenze nel 2026. La prima: sotto il viadotto dell’Indiano, una voragine di degrado da anni. Non è un semplice abbandono sporadico: è un’accampamento abusivo con baracche, tende, montagne di rifiuti di ogni tipo (mobili, elettrodomestici, materiali pericolosi, fango, pozze stagnanti), roghi frequenti e degrado igienico-sanitario evidente. È una discarica a cielo aperto sotto uno dei ponti più trafficati della città, visibile a migliaia di auto ogni giorno. Denunce, articoli, mozioni in consiglio comunale dal 2018 in poi, proteste dei residenti dell’Isolotto, interventi annunciati… eppure nel 2026 è ancora lì, intatta, a crescere.
La seconda: Via della Chimera (zona Rovezzano), un’altra discarica a cielo aperto che avanza da oltre 10-15 anni. Cumuli enormi di lavatrici, divani, elettrodomestici, mobili, sacchi sfondati, persino cinghiali che razzolano tra i rifiuti. Si trova nei pressi della stazione ferroviaria di Rovezzano e della futura stazione della tramvia (linea 3.2.2 Libertà-Rovezzano), in un’area che dovrebbe diventare uno snodo importante per la mobilità cittadina. Esposti dei cittadini, visite di consiglieri, denunce ripetute che hanno portato a procedimenti penali e sanzioni… ma la situazione persiste, si aggrava, e Alia è costretta a interventi tampone mentre il degrado diventa cronico.
Due situazioni incancrenite, sotto gli occhi di tutti, che deturpano il paesaggio, inquinano suolo e aria, creano rischi per la salute e per la sicurezza – una sotto un viadotto simbolo, l’altra davanti a una futura fermata tramviaria. E allora la domanda: è possibile che si riesca a multare a raffica il nonno che mette il cartone nel bidone sbagliato o la famiglia che sbaglia la plastica, ma queste due discariche abusive enormi e storiche – una sotto un viadotto trafficatissimo, l’altra in prossimità della stazione di Rovezzano e della futura tramvia – restino lì da lustri senza una bonifica definitiva, senza ruspe vere, senza denunce penali efficaci ai responsabili (quando identificabili)?
I controlli sui singoli sono leciti e necessari, ma non possono essere l’unica risposta. Se non si estirpa alla radice chi scarica container interi di immondizia in questi posti, se non si bonificano aree degradate croniche con interventi rapidi e strutturali, allora la battaglia per il decoro resta solo l’ennesimo caso di un’amministrazione dura con i cittadini “comuni”, morbida con le vere emergenze ambientali.


Foto: Facebook

