Ristagni d’acqua da incubo in Viale Lavagnini: finiti i lavori per la tramvia, ecco l’ennesimo disastro

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Una segnalazione arrivata in redazione mostra pozze d’acqua marrone di oltre 10 metri ai lati del passaggio pedonale: il fango risale dal sottosuolo ostruito, un problema che prima dei cantieri non esisteva. Le denunce di residenti, negozianti e uffici aumentano, ma nessuno interviene

 

Arriva in redazione un video eloquente girato da un lettore che documenta la situazione critica in viale Lavagnini, all’altezza dell’attraversamento pedonale con via Cristoforo Landino: due immense pozze d’acqua stagnante, larghe oltre 10 metri, si formano alla prima pioggia e rendono praticamente impossibile il passaggio a piedi. L’acqua non è limpida, come ci si aspetterebbe da semplice pioggia su asfalto e cemento, ma ha una colorazione marrone intensa, fangosa, il che farebbe presumere che il liquido risalga dal sistema fognario o dalle tubature sottostanti, probabilmente ostruito o danneggiato.

Tutto questo si sta verificando immediatamente dopo il completamento dei lavori per la tranvia (e la correlata risistemazione dei sottoservizi), che avrebbero dovuto portare – secondo le promesse – ad un miglioramento dell’infrastruttura idrica, non nuovi disagi. Residenti e commercianti della zona, inclusi quelli di viale Lavagnini e delle traverse, hanno segnalato ripetutamente il problema: pozze ricorrenti a ogni precipitazione, con le stesse caratteristiche fangose.

Parlando con i residenti e commercianti della zona, l’opinione è univoca: prima dei cantieri tranvia, con lo sbancamento del controviale e gli interventi sul sottosuolo, allagamenti di questo tipo non si erano mai verificati. Ora, invece, l’acqua ristagna per ore, costringe pedoni a deviazioni pericolose o a saltare pozzanghere enormi, e – secondo alcune segnalazioni – ha provocato infiltrazioni e danni nei seminterrati di uffici e attività commerciali della zona.

Il che contrasta nettamente con la narrazione secondo cui i lavori della tranvia avrebbero portato in dote “la risistemazione dei sottoservizi”. Al contrario, sembra confermare che gli interventi abbiano peggiorato (o almeno non risolto) criticità preesistenti, aprendo dubbi sulla qualità dell’esecuzione e, soprattutto, sulla mancanza di controlli adeguati. Ditte appaltatrici, Publiacqua, Comune e Regione: dove è finito il monitoraggio post-lavori? Perché le segnalazioni di residenti e negozianti rimangono lettera morta?

Ci auguriamo che questa segnalazione porti ad un intervento risolutivo urgente: un sopralluogo congiunto, la verifica delle reti fognarie e idriche interessate, e – se necessario – interventi correttivi a carico di chi ha eseguito i lavori.

La redazione resta aperta a ulteriori testimonianze e video dalla zona: la voce dei cittadini è essenziale per spingere le istituzioni ad agire.